Intervista a Davide Morosinotto | Scrivere libri per ragazzi

Storie da ragazzi, storie di ragazzi: intervista a Davide Morosinotto

Lo scrittore e vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi edizione 2021, categoria 11+, risponde a qualche domanda in preparazione al suo corso "Scrivere e pubblicare libri per ragazzi".

Davide Morosinotto
Davide Morosinotto
26/08/2022 , tempo di lettura 4 minuti

Giornalista e traduttore, Davide Morosinotto è socio di Book on a tree, una cooperativa di autori (e amici) sparsi un po’ in tutto il mondo. Come scrittore di libri per ragazzi, ha pubblicato più di cinquanta romanzi che sono stati tradotti in ventiquattro lingue. Nel 2017 il suo romanzo "Il rinomato catalogo Walker & Dawn" (Mondadori) ha vinto il Super Premio Andersen come libro dell’anno e con "La più grande" (Rizzoli) ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi edizione 2021, nella categoria 11+. 

È senza dubbio la persona giusta per affiancare l'editor di Feltrinelli Editore Chiara Fiengo per la nuova edizione del nostro corso "Scrivere e pubblicare libri per ragazzi", in partenza a settembre.



Intervista allo scrittore Davide Morosinotto

La prima domanda è ovviamente: qual era il tuo libro preferito da bambino? Da leggere da solo o farti leggere da altrə. 

"Il giro del mondo in ottanta giorni" di Verne, letto tantissime volte, sempre da solo. Mia mamma in realtà amava leggere ad alta voce, e io e mia sorella ascoltavamo tantissimi audiolibri (dell'epoca, cioè in musicassetta). Ma le storie che ho amato di più ho sempre preferito leggermele io... 

 

Quale libro ha invece segnato la tua adolescenza e perché?

"Jack Frusciante è uscito dal gruppo", di Enrico Brizzi. All'epoca leggevo quasi solo libri americani e di genere, horror e fantascienza e avventura, King e Asimov e Follet... Brizzi invece parlava di una storia molto vicina, aveva protagonisti che erano appena più grandi di me. Era una storia aspirazionale. Se oggi vivo a Bologna, è anche un po' colpa di quel libro lì. 

 

Quando hai capito che avresti voluto scrivere storie?

Ero molto, molto giovane: terza o quarta elementare. Un giorno la maestra ci diede un compito diverso dal solito, "inventa una storia", e io mi ci sono appassionato tantissimo, è diventato il mio gioco fisso del pomeriggio, dopo aver fatto i compiti. In pratica non ho mai più smesso.


Qual è l'insegnamento che ritieni più importante nel tuo mestiere e che hai scoperto/imparato in modo inaspettato?

Bisogna avere il coraggio di fare brutta figura. Mi spiego: quando ti metti a scrivere, dentro di te c'è una vocina potentissima che spinge a censurarti. Non scrivere quella scena, poi i tuoi genitori la leggeranno, sai che vergogna... Non scrivere quel pensiero stupido, poi la gente penserà che sei stupido anche tu, sai che vergogna... E così via.
Quella vocina è molto pericolosa, e bisogna fare un gran lavoro per non seguirla mai. Perché anche se non ci piace ammetterlo, tutti quanti facciamo pensieri stupidi, o cose di cui ci vergogniamo. E raccontarle è l'unico modo per entrare in sintonia con chi ci leggerà.

 

Quale scrittorə per ragazzə è da tenere d'occhio nei prossimi anni?

Con la mia squadra di amici, Book on a Tree, ci impegniamo molto come talent scout, per cercare le voci di domani. 
Tra le migliori con cui sto lavorando adesso, ti direi senz'altro Angelo Mozzillo, che l'anno scorso ha vinto Andersen e Super Andersen e ha esordito come romanziere con un libro divertentissimo, "Detective Linus". 
Poi Lucia Perrucci che ha esordito con un romanzo davvero affascinante, "La prodigiosa macchina cattura anime di Cassandra Apollinaire". 
Ancora, Giada Pavesi, Gisella Laterza, Giuseppe D'Anna... E di sicuro mi sto dimenticando qualcuno di importante.


Quale libro avresti voluto leggere da bambino, ma non era ancora stato scritto?

Senza nessun dubbio, Harry Potter.
Mi ha cambiato la vita anche se l'ho letto da adulto, perché è stato su quelle pagine che ho pensato che forse, le storie che sentivo dentro, erano storie per ragazzi.
Chissà se avessi potuto incontrarlo da bambino...



La fotografia di Davide Morosinotto è stata scattata da Walter Menegazzi.

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