Gli Its puntano sulla formazione dei futuri manager culturali

Gli Its puntano sulla formazione dei futuri manager culturali

Gli Istituti tecnici superiori italiani per la prima volta propongono nuovi percorsi in management culturale, in linea con le indicazioni del G20 Cultura e del Recovery Plan. Le iniziative in Sicilia e a Milano

24/08/2021 , tempo di lettura 5 minuti
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Se è vero che la cultura e l’economia creativa sono stati indicati dai Paesi del G20 e nel Recovery Plan tra i pilastri per il rilancio economico post Covid, avere figure specializzate che sappiano valorizzare il patrimonio artistico-culturale italiano diventa ora una necessità. Non a caso, gli Istituti tecnici superiori (Its) italiani – per i quali il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede un nuovo investimento di 1,5 miliardi euro – per la prima volta propongono nuovi percorsi per formare i futuri manager culturali del Belpaese. 


Gli Its sono scuole ad alta specializzazione tecnologica, che stanno sempre più crescendo come alternativa all’università, garantendo una preparazione mirata sulle esigenze delle aziende del territorio oltre che una larga componente di tirocinio sul campo. E il risultato è che il tasso di occupabilità post diploma supera in alcuni casi anche l’80%. Nei 13 corsi degli Its dedicati al turismo e alla cultura in Italia (area “It’s Culture”, Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - Turismo), più dell’86% dei giovani ha un lavoro stabile entro un anno dal diploma.



La novità in Sicilia

Dall’Its Archimede di Siracusa, in Sicilia, arriveranno i primi formati come “tecnici superiori” esperti nel management del turismo e della cultura 4.0. Un progetto formativo che rappresenta una novità assoluta, strutturato con due corsi: destination marketing e hospitality management.


Il primo curriculum punterà alla formazione del “tecnico superiore per la promozione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali”. Come spiegano dall’Its, l’obiettivo del corso è quello di formare un esperto in comunicazione, gestione, marketing e tutela dei beni culturali.


Il secondo curriculum è invece relativo alla formazione del “tecnico superiore per la gestione di strutture turistico-ricettive”. L’obiettivo quindi è quello di formare un esperto in pianificazione, gestione e marketing che svolga funzioni manageriali o attività di supporto alla direzione di strutture alberghiere, ricettive e ristorative con specifiche competenze nei più avanzati modelli di hospitality management e nella gestione dei servizi ristorativi.


L’Its Archimede, unico in Sicilia a operare nell’area tecnologica turismo e cultura, è presente soprattutto nella parte orientale dell’isola, con sedi distaccate a Noto, Taormina, Giardini Naxos e Ragusa. “Ci stiamo espandendo anche su Catania, zona Milazzo-Isole Eolie, Gela, Enna e Trapani”, ha spiegato al Sole 24 Ore il direttore generale Giovanni Dimauro. “L’obiettivo nel breve-medio periodo, è quello di ‘conquistare’ anche la Sicilia occidentale. Apriremo nuovi corsi, coinvolgendo gli stakeholder nell’elaborazione di proposte formative ‘su misura’ e in linea con le esigenze delle imprese del territorio”.


Milano punta sullo spettacolo

A inizio giugno a Milano è stato presentato invece il corso biennale di “Manager culturale per lo sviluppo del territorio”, promosso dalla Fondazione Its Innovaprofessioni, in collaborazione con l’Associazione generale italiana dello spettacolo (Agis) e Impresa Cultura Italia di Confcommercio.


“Il Tecnico Superiore Manager culturale per lo sviluppo del territorio collabora alla definizione del programma culturale, gestisce i rapporti con compagnie, artisti, ospiti e relatori, sovraintende agli aspetti preparatori e realizzativi coinvolgendo personale tecnico e di servizio, promuove l’immagine e le iniziative, organizza i contatti con la stampa, cura gli aspetti distributivi e commerciali, monitorando anche gli aspetti amministrativi e di controllo di gestione”, si legge sul sito.


“Il settore culturale vive da tempo un’esigenza profonda di integrare nuove competenze e professionalità per intercettare al meglio i cambiamenti della società e dei consumi culturali, sfruttare pienamente i nuovi canali di comunicazione, rafforzare la managerialità della propria azione e restituire pienamente valore al territorio”, ha spiegato Carlo Fontana, presidente di Agis e Impresa Cultura Italia. “Questo appare tanto più vero proprio dopo la crisi pandemica che ha debilitato fortemente le imprese culturali, colpite da restrizioni e chiusure. Oggi si comincia a intravedere qualche spiraglio di normalità ed è dunque il momento più importante per mettere in cantiere la formazione di giovani figure professionali di alto livello, ma capaci di essere a stretto giro utili e operative nelle aziende del settore”.