Come fare un documentario di viaggio

Documentario di viaggio, guida alla realizzazione

I documentari possono far conoscere mondi inesplorati. Chi ama viaggiare e aspira a diventare un documentarista dovrebbe leggere questa breve guida.

13/01/2022 , tempo di lettura 2

Secondo lo scrittore statunitense Mark Twain, “il viaggio è fatale per i pregiudizi, il bigottismo e la ristrettezza mentale”. Effettivamente visitare posti nuovi e conoscere culture diverse dalla propria può cambiare la vita dei viaggiatori in meglio. Un esploratore non conosce confini né fisici né mentali, ha un elevato spirito d’adattamento, non è vittima della routine, porta con sé un bagaglio culturale pesante e di valore, perché differente rispetto a quello della massa. Eppure viaggiare è costoso e non tutti possono permetterselo. Sebbene non sia la stessa cosa, guardare un documentario potrebbe rappresentare una valida alternativa, perché ha la capacità di far spostare chiunque dal comodo sofà di casa propria e farlo viaggiare con la fantasia.

Ultimamente, anche grazie alla diffusione delle piattaforme di streaming, questo genere cinematografico sta conoscendo una stagione di rinnovato interesse: la produzione di documentari, docu-film e docu-serie ha conosciuto un incremento notevole e questo potrebbe far venire l’acquolina in bocca a qualcuno. Per diventare documentarista, però, non basta avere tanta passione, uno zaino in spalla e una telecamera: un documentario di viaggio non si può improvvisare. Quindi da dove si comincia? 

FEdu ha progettato il corso “Come realizzare un documentario: dall’idea alla presentazione del progetto”. In 12 appuntamenti, professionisti del settore aiuteranno i futuri registi in tutte le fasi di creazione, dedicando una particolare attenzione alla docu-serie, quel prodotto a metà tra la fiction e la realtà, diviso in più puntate, che adesso sta spopolando tra gli utenti televisivi. Qui di seguito, riportiamo solo un piccolo manuale per il documentarista alle prime armi, un assaggio del lungo percorso (in salita) che lo aspetta. 


Il documentario: fasi preliminari 

Prima di prenotare i biglietti, bisogna essere sicuri di avere una buona idea, le competenze adeguate e magari qualche soldino da parte. 


Strumentazioni e conoscenze tecniche 

Per registrare un documentario sarà necessaria una telecamera, meglio se compatta, microfoni e un drone per rendere il prodotto speciale. È necessario che il documentarista sappia usare tutti questi strumenti nonché i programmi di montaggio video, oppure abbia a disposizione una squadra che lo aiuti nella realizzazione del suo film. 


Trovare un sostegno economico

Vien da sé che sarebbe appropriato, prima di imbarcarsi in questa avventura, trovare qualcuno che finanzi il progetto: una televisione, una casa di produzione o un privato che creda nell’idea. Per rendere la ricerca proficua, bisognerebbe quindi prima studiare altri documentari, conoscere il settore, trovare un target di riferimento e offrire un prodotto che lo soddisfi. Solo avendo tutti questi elementi sul tavolo, si può scegliere la meta e sviluppare un’idea che sia poi vendibile sul mercato. 


Dalla progettazione al viaggio

Una volta selezionato un argomento, bisogna pensare al prodotto. La progettazione del viaggio vero e proprio e del documentario devono andare di pari passo. Non bisogna arrivare impreparati: è necessario studiare la storia locale e prendere informazioni sulla cultura e le tradizioni. Quale sarà il filo conduttore della storia? Ci sarà un narratore? Sarà necessario intervistare qualcuno? Qual è lo scopo: intrattenere il pubblico, mostrare un eventuale itinerario? Anche se è impossibile scrivere una sceneggiatura prima di aver raccolto il materiale, è necessario stilare una scaletta: questo aiuterà a programmare tutte le tappe del viaggio e a capire in anticipo cosa potrà servire. Il rischio altrimenti è quello di raccogliere poco materiale, non potendo rispondere a tutte le domande del telespettatore, o troppo, rendendo il lavoro di selezione difficile in fase di post-produzione. 


Goditi il momento

Se si sarà lavorato bene all’inizio, dal viaggio in poi il percorso sarà in discesa. Ovviamente non tutto potrà andare sempre come lo si immagina: il posto che si va a visitare, il suo popolo e la natura che lo circonda potrebbero sorprendere, modificando i piani. Ma un bravo esploratore sa come adattarsi e vedrà nel cambiamento una possibilità per migliorarsi e non un ostacolo. Una volta tornati a casa, bisognerà sistemare il materiale raccolto in una sceneggiatura e montare le immagini che andranno a comporre la storia. Mentre si lavora, bisogna chiedersi: “Se vedessi questo documentario così com’è, mi piacerebbe?”. Solo quando la risposta sarà un secco “sì”, il documentario sarà pronto per andare sul mercato e poi (si spera) sullo schermo.

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