Come progettare, scrivere e fare un documentario: dal soggetto alla realizzazione

Come scrivere un documentario: la nostra guida

Tra interviste, video e contenuti audio: le 13 regole per scrivere un documentario stilate dal regista e sceneggiatore Michael Moore.

24/09/2021 , tempo di lettura 3

La sceneggiatura di un documentario è di solito un ibrido tra soggetto, scaletta, parti dialogate e indicazioni di regia.

Il documentario è infatti un mix di interviste, archivio video e girato con cui l’autore lavora confrontandosi con la realtà e sceglie, creativamente, il modo migliore per raccontarla.

Ma come si scrive un documentario?

Ecco alcuni consigli su come fare un documentario.


Scrivere un documentario, dalla fase di ricerca alla promozione

Prima di tutto c’è la fase di ricerca che va vissuta come rielaborazione dell’idea di base in cui non è presente solo una rassegna documentale, ma anche, e forse soprattutto, sopralluoghi e verifica della presenza dei personaggi nonché della disponibilità degli stessi per girare video e interviste, quando previste.

Di fondamentale importanza è poi la stesura di una sinossi ben concepita. La sinossi è un testo non molto lungo, di solito non più di una pagina, che fornisce al lettore tutte le informazioni necessarie per comprendere la storia: personaggi, punto di vista, stile narrativo e scopo, in questo caso, del documentario.

La sintesi contenuta nella sinossi ha soprattutto lo scopo di presentare il documentario al possibile produttore. In sostanza serve per vendere il progetto. Il documentarista deve convincere che il suo spunto e il modo di raccontare la realtà sono interessanti.

Last but not least il titolo. Sia il possibile produttore che il pubblico che si reca al cinema giudicherà il libro della copertina: bisogna convincerlo con un titolo esplicativo, ma allo stesso tempo accattivante.


Le 13 regole di Michael Moore

Michael Moore, noto regista e sceneggiatore statunitense, autore di documentari come “Bowling a Columbine” (Oscar come miglior documentario nel 2002) e “Fahrenheit 9/11” (Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2004) ha stilato una lista di 13 regole per scrivere un documentario di successo:

  1. fai un film, non un documentario. Secondo Moore le persone cercano l’intrattenimento e quindi il prodotto che bisogna proporgli deve essere concepito come un film;

  2. non raccontarmi quello che già so. Qualsiasi sia il tema del documentario, deve arricchire lo spettatore con storie, immagini e informazioni nuove;

  3. non propormi una lezione universitaria. Il documentario è comunque un prodotto per l’intrattenimento e in quanto tale deve partire necessariamente da una base di creatività;

  4. il documentario non deve essere come una medicina. Il pubblico cerca qualcosa di interessante e coinvolgente, non un video noioso da buttare giù a forza;

  5. essere di sinistra non significa essere noiosi. Trattare temi politicamente scorretti non implica necessariamente l’assenza di ironia;

  6. fai i nomi. Se si hanno responsabili da nominare è giusto farlo, aiuta il pubblico a comprendere meglio;

  7. dai un tocco personale al tuo film. Non significa (solo) comparire nel documentario, mettersi davanti alla telecamera, ma dargli una voce personale, con riflessioni e pensieri propri;

  8. focalizza le tue telecamere sulle altre telecamere. Perché i media tradizionali non trattano l’argomento del tuo documentario? Spiegalo al pubblico, te ne sarà grato;

  9. il pubblico vuole la verità e vuole essere intrattenuto. I libri e i programmi tv diversi dalle fiction sono molto seguiti dal pubblico: perché non dare lo stesso prodotto anche con un documentario?

  10. per quanto possibile, riprendi le persone che non sono d’accordo con te. Un prodotto autoreferenziale non è utile e inoltre dalle testimonianze di chi la pensa diversamente possono uscire dettagli importanti;

  11. fai attenzione in prima persona a ciò che vedi mentre riprendi. Le reazioni che avrai girando il tuo documentario potrebbero essere le stesse che avrà il pubblico vedendolo;

  12. “less is more”, meno è meglio. Dillo con meno parole, meno scene. Taglia. Rendi tutto più breve;

  13. il suono è più importante dell’immagine. Il pubblico non resterà deluso se alcune immagini non saranno perfette, ma solo se saranno supportate da altro, come ad esempio la colonna sonora.

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