Il caso GameStop e il funzionamento dei mercati finanziari

Il caso GameStop e il funzionamento dei mercati finanziari

È stata presentata come la rivincita dei piccoli investitori nei confronti dei grandi fondi speculativi. Come l’operazione dei Davide contro i Golia. Ma la questione sembra essere più complessa e fa emergere la necessità di nuove regole

11/02/2021 , tempo di lettura 5 minuti

GameStop è una catena americana di negozi fisici che vende videogiochi nuovi e usati. Da tempo navigava in cattive acque, con i bilanci in rosso, sotto i colpi della la concorrenza dei videogiochi online. Un brand che sembrava destinato a una fine imminente. Poi, improvvisamente, da inizio anno il titolo azionario di GameStop è diventato il più scambiato a Wall Street. E in meno di un mese il valore della catena statunitense è cresciuto da 10 dollari a 500, grazie all’intervento di gruppi di investitori amatoriali che si sono organizzati sul social Reddit.


Il caso è stato presentato come la rivincita dei piccoli investitori nei confronti dei grandi operatori finanziari istituzionali. Come l’operazione dei Davide contro i Golia. Ma la questione sembra essere più complessa, rivelando anche le dinamiche del funzionamento dei mercati.


Cosa è successo e come

Quando un’azienda sembra destinata al declino irreversibile, come GameStop appunto, accade che gli investitori speculano sulle sue azioni, vendendole allo scoperto (short selling). Tradotto: significa cioè che le prendono in prestito e le vendono, puntando sul riacquisto a un prezzo ancora più basso. È una scommessa al ribasso che fa diminuire il prezzo del titolo per la legge della domanda e dell’offerta: all’aumentare delle vendite il prezzo diminuisce.

Il prezzo molto basso della catena di videogiochi aveva attirato l’attenzione dei venditori allo scoperto. E GameStop era infatti il titolo più venduto allo scoperto di Wall Street. Una precisazione: la vendita allo scoperto può essere un’operazione estremamente redditizia quanto enormemente rischiosa. E quello che è successo lo dimostra.

La curva al ribasso di GameStop, infatti, a un certo punto è stata invertita quando sulla scena sono arrivati gruppi di investitori non professionisti, che operano su piattaforme di trading online con commissioni azzerate e la possibilità di investire cifre minime, radunati sul canale di Reddit “WallStreetBets”, che conta oltre 2 milioni di utenti.


La manovra contraria a quella degli investitori istituzionali è stata innescata attraverso la sottoscrizione di “opzioni call”, ovvero contratti che costano pochi centesimi e danno la facoltà ma non l’obbligo di sottoscrivere azioni a un dato prezzo di esercizio entro una certa data. La dinamica consiste nella possibilità che il loro prezzo, prima della scadenza, salga anche solo di pochi centesimi, che però determinano plusvalenze di percentuali elevate per i compratori. Gli hedge fund, i fondi speculativi, a questo punto hanno dovuto riacquistare le azioni sottostanti le opzioni call per impedire che le perdite potessero aumentare ancora. Il riacquisto delle azioni ha aumentato la domanda, il che ha spinto il prezzo ancora più in alto.


Si è creato così quello che in gergo si chiama “short squeeze”: i venditori allo scoperto vengono – appunto – spremuti, con il ribaltamento della scommessa ribassista. Il 26 gennaio le azioni di GameStop hanno registrato un volume di 20 miliardi di transazioni, attestandosi come titolo più scambiato sui mercati globali. E i guadagni delle azioni di GameStop hanno esposto i fondi a perdite enormi.


Non solo. Approfittando dell’impennata del titolo, anche alcuni fondi hanno seguito la marea. E gli investitori attivi su Reddit hanno organizzato manovre analoghe anche su altri titoli, definiti “meme stocks”, con condizioni simili a quelle di GameStop. Come Blockbuster, BlackBerry, Amc e Nokia.


Le reazioni

Il fenomeno dei “Redditiani” ha preoccupato i regolatori finanziari americani, che hanno provato a imprimere una correzione, sospettando manipolazioni di mercato e fenomeni di insider trading. E il segretario al Tesoro della amministrazione Biden, Janet Yellen, ha convocato i vertici delle autorità finanziarie per vederci chiaro.


Intanto, alcune note piattaforme di brokeraggio online, tra cui Robinhood – la più usata dagli investitori amatoriali – hanno impedito per un certo periodo la compravendita del titolo. Mentre nel frattempo arrivava per il “popolo di Reddit” l’endorsement di Elon Musk con il tweet “GameStonks”. E anche quello di politici come Alexandria Ocasio-Cortez e Ted Cruz, che si sono espressi contro il bando deciso dalle piattaforme di brokeraggio.


Ma secondo molti osservatori, quello che è accaduto è molto di più che la riscossa dei piccoli investitori contro la finanza di Wall Street. Visto anche l’alto flusso di transazioni, c’è chi ha sollevato il sospetto che queste operazioni siano favorite anche da big della finanza che si muovono contro i propri concorrenti.


Cosa insegna il caso GameStop

La sempre maggiore presenza di broker e piattaforme di trading online e la possibilità di reperire gratuitamente informazioni su società e strategie hanno attirato sempre più persone nel mondo degli investimenti, anche soggetti non esperti e con pochi capitali a disposizione. Che, proprio per questo, si espongono a maggiori rischi.


La speculazione a breve termine è un gioco a somma zero: c’è chi vince e c’è chi perde. E questo può capitare sia ai grandi trader, sia – molto più spesso – ai piccoli investitori inesperti. 


E il fatto che la vendita allo scoperto si sia dimostrata così rischiosa anche per i big ha già portato uno dei principali short-seller ad annunciare un cambiamento di approccio al mercato. Citron Research, ad esempio, ha dichiarato che ora si concentrerà sull’investimento in società con potenziale di crescita anziché scommettere al ribasso contro quelle moribonde.


Il caso, però, ha fatto emergere anche come gli investitori istituzionali abbiano sempre più la necessità di fare ricerche e restare aggiornati sul sentiment online diffuso nei social network, Reddit incluso, e tenerne conto per definire le proprie azioni.


“Si tratta di un’operazione di manipolazione di mercato”, spiega Emilio Barucci, professore di Finanza Matematica al Politecnico di Milano. “Se l’avessero messa in atto investitori significativi sarebbero sicuramente indagati dalle Autorità e sanzionati in quanto hanno agito sul mercato per modificare ad arte il prezzo del titolo creando instabilità con un danno per l’economia. Questo è un punto importante: mercati finanziari affidabili non possono permettersi un titolo che passa da 10 a 500 senza motivo”.


La prima lezione da apprendere dal caso GameStop, dunque, è che “la mobilitazione sui social network può creare effetti gregge tra gli investitori che possono avere effetti destabilizzanti che non pensavamo. Ci sarà bisogno di affinare la regolazione in questo ambito. Si badi bene c’è bisogno di una regolazione che deve proteggere sia i grandi investitori che i piccoli. Qualcuno ha infatti pensato al piccolo investitore che ha comprato a 200 dollari e oggi se lo trova a 115?”.