I fotografi più famosi al mondo a cui ispirarsi

I fotografi più famosi del mondo e i loro scatti passati alla storia

Fotografare è "scrivere con la luce", diceva Marshall McLuhan. Da Robert Capa a Vivian Maier, una breve storia degli scatti che testimoniano la potenza di questa arte.

06/01/2021 , tempo di lettura 2 MINUTI

Fotografare significa “scrivere con la luce”, ha affermato il sociologo Marshall McLuhan. Da quando, nell'agosto del 1839, la prima immagine fotografica e gli strumenti per realizzare questa invenzione furono presentati all’Accademia delle Scienze di Parigi, fino a oggi, abbiamo potuto godere dei lavori di un’autentica costellazione di “scrittori con la luce”.

Dire chi sia il migliore - scorrendo nomi come Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Vivian Maier, Robert Doisneau, Tina Modotti, Elliot Erwin, Man Ray o ancora Sebastião Salgado, Steve McCurry o Annie Leibovitz - è un’impresa ardua e, forse, dall’esito inevitabilmente iniquo.

Cogliere l’attimo

Ma ci sono senz’altro alcuni scatti di questi fotografi che ci danno la misura della loro grandezza professionale e della potenza dell’immagine fotografica, che pur nell’evoluzione della tecnologia, resta intatta nonostante il passare del tempo.

L’iconica e discussa “Morte di un miliziano” scattata da Robert Capa è un esempio; il “Ciclista a Hyeres” di Henri Cartier-Bresson, emblematica della sua idea sull’importanza del momento decisivo; l’anticipazione della street photography realizzata da Vivian Maier, che di professione faceva ufficialmente la bambinaia e i cui capolavori sono stati scoperti casualmente solo nel 2007; i ritratti firmati da Annie Leibovitz


Guardarsi dentro

I lavoratori, i poveri del mondo e la loro dignità sono invece l’oggetto dei lavori di Sebastião Salgado, economista in principio, che ha fatto dei temi sociali e ambientali il cuore del suo lavoro, così come fu una fotografa concentrata sull’indagine e la denuncia sociale l’italiana Tina Modotti. Sulle difficoltà della vita, quelle più intime, che a volte è più complicato mettere a fuoco con la ragione, ha puntato il proprio obiettivo Robert Doisneau, conosciuto anche per il famoso “Bacio dell’Hotel de Ville”, realizzato durante un servizio per la rivista “Life” in cui raccontava la via dei giovani di Parigi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. 


Uno sguardo differente

Un altro nome che non si può dimenticare è quello di Elliot Erwitt, amante dei cani e dell’ironia e dotato di una sensibilità che l’ha reso noto, insieme con i ritratti di alcuni dei personaggi più celebri della sua epoca, come Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy e Che Guevara.

Un’altra menzione in fatto di sguardi speciali è quella di David LaChapelle: ammiratore di Andy Warhol, dopo aver lavorato nel campo della moda, nel 2006, dopo un viaggio a Roma, ha deciso di dedicarsi completamente alla fotografia, realizzando, attraverso la fotografia, quelle che sono sostanzialmente delle opere pittoriche iconiche, magnetiche e graffianti. 


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