Come diventare fotoreporter

Come diventare fotoreporter

Chi è il fotoreporter e qual e la differenza con un fotografo: studi, formazione e caratteristiche per diventare un cronista usando le immagini.

19/05/2021 , tempo di lettura 5
Immagine

Il fotoreporter è una figura professionale nata nel secolo scorso allo scopo di raccontare la realtà e i suoi significati attraverso le immagini. A differenza di un racconto scritto a parole, in cui lo scrittore esprime un’emozione o un fatto con espressioni mediate dal proprio pensiero, nel caso del fotoreporter il trasporto dell’autore viene espresso con un mezzo diverso, spesso preferito: un’immagine.

Di solito il punto di partenza è proprio questo, la passione. D’altra parte chi non vorrebbe far combaciare la propria passione per un’attività o un settore con il proprio lavoro?
Vediamo allora chi è il fotoreporter, cosa fa e come lo si diventa.

Fotografo o fotoreporter?

La differenza in questo caso non è solo linguistica, ma sta nell’essenza della professione. La fotografia è ormai considerata a tutti gli effetti una forma d’arte. Ci sono fotografi in grado di catturare immagini di memorabile bellezza al pari dei grandi pittori della storia. Tendenzialmente però un fotografo si specializza in un particolare settore in cui esprime la propria arte e capacità: ci sono fotografi specializzati nel campo della moda, dei viaggi, della natura, oppure fotografi che si occupano di catturare ogni istante di un evento come matrimoni o convention. Ma il lavoro del fotoreporter è un altro: raccontare un evento attraverso uno o più scatti fotografici. È un lavoro che va a braccetto con quello del giornalista, quando addirittura non combacia.

Il fotoreporter giornalista

In Italia non esiste un albo dei fotografi o dei fotoreporter. L’unica distinzione per così dire “burocratica” che si può fare fra le due categorie è quella dell’iscrizione all’albo dei giornalisti. Un fotoreporter infatti può lavorare in autonomia, essere quindi un cosiddetto “freelance”, affiancare un giornalista sul campo oppure collaborare con una testata giornalistica per la fornitura di servizi costituiti esclusivamente o principalmente da foto, ma quello che può cambiare è la sua qualifica. Un fotoreporter può essere quindi anche giornalista per questo viene chiamato anche fotocronista.  In questo caso, sarà necessario seguire l’iter previsto dagli ordini professionali regionali per l’iscrizione all’albo dei professionisti o dei pubblicisti.

Corsi per diventare fotoreporter

Per diventare fotoreporter è necessario avere padronanza del mezzo. Non basta la sola passione quindi. Uno studio approfondito della macchina fotografica, ma anche delle tecniche e della storia del settore sono fondamentali per raggiungere un livello alto di preparazione.
Esistono specifici corsi per formarsi nella professione, alcuni con vocazione più tecnica sull’utilizzo della macchina fotografica, sulle inquadrature o sulla post-produzione, altri più orientati alle tecniche di creazione di un reportage fotografico in ottica giornalistica, orientato quindi al racconto di un fatto attraverso le immagini.
A seconda del livello tecnico di partenza o della pregressa formazione non solo nel campo della fotografia, si potrà quindi scegliere su quale corsi e, di conseguenza, in quali ambiti focalizzare lo studio iniziale per intraprendere questa professione.

Diventare fotoreporter, formazione sul campo

Oltre agli studi tecnici sarà poi necessario sperimentare la propria attitudine sul campo. Non serve andare oltreoceano o nelle zone di guerra per mettere alla prova le proprie qualità e competenze, c’è molto da raccontare in ogni territorio, anche quelli più vicini. L’importante è scendere in campo e provare, provare, provare.
Lo studio delle luci, la ricerca dell’inquadratura migliore, l’eliminazione del “rumore” che si studiano alla scrivania sono affare ben diverso quando ci si trova a dover catturare l’istante perfetto, quello che racconti l’essenza dell’avvenimento. Questa attività è fondamentale per definire il proprio stile, “firmare” la foto anche senza apporre il proprio nome, ossia rendere unico uno scatto e immediatamente riconoscibile e riconducibile alla mano del fotoreporter che l’ha scattato.
Tecnica, studio ed esperienza sul campo saranno allora un ottimo biglietto da visita per candidarsi a collaborare con una testata giornalistica o, perché no, vendere in autonomia i propri scatti.