Le competenze per l’organizzazione di eventi culturali

Economia, comunicazione e marketing: gli ingredienti per costruire un evento culturale di successo

Oltre a una formazione di tipo umanistico, organizzare eventi culturali richiede un mix di competenze gestionali e di comunicazione in grado di assicurarne la buona riuscita

27/08/2021 , tempo di lettura 3 MINUTI
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Organizzare un evento culturale richiede alcuni ingredienti essenziali: capacità organizzative in primis, ma anche competenze comunicative, di marketing e di contenuto che consentano di comprendere e valorizzare in pieno le esigenze di ogni specifico settore.

Sotto il cappello dell’evento culturale troviamo infatti spettacoli, esposizioni, congressi, happening enogastronomici che hanno delle specificità da conoscere e assecondare per realizzare manifestazioni in grado di rimanere nella memoria dei partecipanti come esperienze positive e arricchenti e portare un ritorno economico e d’immagine per i promotori.

Da dove cominciare

Per chi desidera intraprendere questo tipo di carriera è consigliabile partire da un percorso formativo umanistico - ognuno ha le sue inclinazioni, ma la familiarità con i contenuti è indiscutibilmente un prezioso vantaggio - al quale si dovranno aggiungere nozioni sulle diverse tipologie di evento, competenze di project management che aiutano a progettare l’avvenimento nel complesso e con riguardo alle specificità delle singole fasi e, infine, competenze relative alla comunicazione di ciò che accadrà.

Dal budget al pricing

“Money makes the world go 'round” cantavano Lisa Minelli e Joel Grey nel film “Cabaret”: lo stesso vale nel settore degli eventi, dove la conoscenza dell’economia del settore, la capacità di preparare un budget - ossia un piano di entrate e uscite che consenta di capire come procurarsi i fondi necessari - delle tecniche di fundraising e delle politiche di pricing sono le fondamenta per assicurarsi una buona riuscita. 

Mappare il territorio

Analizzare il contesto in cui si opera è un altro passo ineludibile: conoscere la disponibilità di luoghi potenzialmente adatti all’evento che si sta curando, la presenza di competitor, i dati sui risultati raggiunti in una certa area in passato in occasione di una mostra o di uno spettacolo danno la misura delle possibilità che un luogo può offrire o, al contrario, possono essere un indicatore utile della necessità di muoversi in direzioni differenti. 

Parlami di te

Vivendo in un’epoca in cui “se non se ne parla, non esiste”, il terzo filone fondamentale è quello della comunicazione: marketing, ufficio stampa e social network devono costituire una rete in grado di attivare il pubblico e spingerlo a partecipare, ma soprattutto diventare a sua volta - in modo più o meno esplicito - un ambasciatore dell’evento. Una foto su Instagram fatta sul luogo di un evento a cui si partecipa o una borsa ricordo acquistata scegliendo tra i gadget di un bookstore museale, grazie all’effetto passaparola, diventano degli importanti biglietti da visita per il successo di una manifestazione. 

A tutto networking

Un evento, inoltre, è quasi per definizione simbiotico con le persone in due sensi: il primo è che è sempre destinato a un pubblico, che dobbiamo quindi conoscere, studiare e coinvolgere. L’altro riguarda la necessità di fare networking per la costruzione della manifestazione: partner pubblici e privati non sono solo fonti di finanziamento, ma canali di accesso a pubblici più ampi e differenziati. Studiare nuove collaborazioni - come quelle tra enti promotori di eventi e strutture ricettive del territorio - apre molte possibilità in quanto a creatività e contribuisce a creare o saldare il legame con il territorio in cui si opera.