Corso Live Lezioni di economia: l'innovazione, l'impatto, le opportunità - Fedu box Edition
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Lezioni di economia: l'innovazione, l'impatto, le opportunità - Fedu box Edition

Durata: 6 ore
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Descrizione del corso

In ogni settore economico, innovare ormai sta diventando la norma non più l’eccezione. Innovazione” è la parola chiave della nostra contemporaneità: sempre al centro del dibattito pubblico, invocata per risolvere gli annosi problemi del nostro Paese, per affrontare la crisi climatica e ambientale, per intrepretare la transizione digitale.  

In un’epoca di profonde trasformazioni, innovare vuol dire vedere il cambiamento come un’opportunità ma oltre la retorica e i facili entusiasmi, a cosa ci riferiamo esattamente quando parliamo di innovazione economica e sociale?  

Questo corso è una breve guida all’economia del futuro, attraverso i suoi paradigmi, i contesti in cui opera e le sfide che abbiamo davanti per immaginare nuovi modi di generare valore economico, sociale e ambientale. 

4 moduli di video lezioni on demand
Sintesi e approfondimenti scaricabili
4 Podcast

Cosa imparerai

Come definire l’economia di impatto e l’economia trasformativa nei diversi settori
Come riconoscere i principali vettori delle attuali trasformazioni economiche
Come interpretare le sfide aperte dalla digitalizzazione e dalla crisi ambientale

Docenti

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Francesca Bria è Presidente del Fondo Nazionale Innovazione-CDP Venture Capital SGR. Già Assessore per la digitalizzazione e l’innovazione per la città di Barcellona in Spagna, è  Consulente Senior per le Nazioni Unite sulle smart cities. Francesca è  Senior Adviser in materia di tecnologia, innovazione e policy digitale per la Commissione Europea e membro dell’High-level Expert Group sull’impatto economico e sociale dell’innovazione della Commissione (ESIR). È inoltre la fondatrice del progetto DECODE (http://decodeproject.eu), Consorzio di sei paesi che lavora su soluzioni per la sovranità dei dati in Europa.  Francesca Bria è Honorary Professor presso l’Institute for Innovation and Public Purpose della Global University College (UCL) di Londra. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia dell’innovazione ed entrepreneurship presso l’Imperial College di Londra e un Master in Digital Economy presso l’Università di Londra, Birbeck. In passato presso Nesta, l’agenzia per l'innovazione del Regno Unito, ha guidato il progetto D-CENT, il più grande progetto UE sulla democrazia digitale, e ha guidato il progetto DSI sull’innovazione sociale digitale, fornendo consulenza alla Commissione Europea sulle policy di innovazione digitale.     Francesca Bria è stata inserita nella Top 50 Women in Tech dalla rivista Forbes e tra le 20 persone più influenti al mondo nel governo digitale da Apolitical. È stata anche presente nella rivista italiana Repubblica "D", tra le 100 donne che cambiano il mondo.

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Statistico ed economista, è oggi coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità. E’ stato dirigente di ricerca in Banca d’Italia, responsabile delle previsioni macroeconomiche, di indagini sulle imprese e di progetti di studio sugli assetti proprietari delle imprese e Capo Dipartimento della politica pubblica per lo sviluppo nel Ministero Economia e Finanze. Come presidente del Comitato OCSE per le politiche territoriali e advisor della Commissione Europea, ha coordinato amministratori pubblici e studiosi nel disegno di un metodo nuovo di intervento per i territori in ritardo di sviluppo: il “place-based approach”. Questa esperienza lo ha condotto a diventare Ministro per la Coesione territoriale nel Governo Monti di emergenza nazionale 2011-2013. Ha avanzato una proposta di riforma dell’organizzazione dei partiti: “Luoghi ideali”. Ha insegnato in Università italiane e francesi ed è autore di molti saggi e volumi fra cui: Some Views on US Corporate Governance, Columbia Business Law Review, 1998; Il Capitalismo italiano. Storia di un compromesso senza riforme, Donzelli, 1999; The Case for Regional Development Intervention. Place-Based versus Place-Neutral Approaches, Journal of Regional Science, 2012 (con P. McCann e A. Rodriguez-Pose); La Traversata. Una nuova idea di partito e di governo, Feltrinelli, 2013; Cambiare rotta. Più giustizia sociale per il rilancio dell’Italia, Laterza, 2019; Un futuro più giusto. Rabbia, conflitto e giustizia sociale, (co-curato con Patrizia Luongo), Il Mulino, 2020.

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Come funziona il corso

Il corso dura in tutto 6 ore ed è completamente on demand: puoi seguirlo dove vuoi, quando vuoi e tutte le volte che vuoi.   

Il percorso si articola in 4 moduli tematici composti da video-lezioni della durata massima di 15 minuti. Tra una lezione e l’altra, un itinerario formativo fatto di materiali didattici, fonti di approfondimento, podcast ed esercizi che puoi seguire direttamente sulla nostra piattaforma.   

 

Le tappe del percorso


Cosa intendiamo per innovazione? Da quali bisogni nasce e quali obiettivi si pone? In questa prima lezione comprendiamo come negli ultimi decenni sono cambiati gli approcci e i paradigmi che muovono l’innovazione. Insieme a Mario Calderini, analizziamo il ruolo delle imprese e quello delle politiche pubbliche nel sostenere i contesti innovativi e impariamo a riconoscere le sfide che abbiamo davanti.

Nella seconda lezione approfondiamo l’impatto della tecnologia sui modelli di business, sull’amministrazione e sulla società in generale. In particolare, grazie all’esperienza di Francesca Bria, ci concentriamo sui diversi modelli possibili di gestione dei Big Data tra strapotere delle piattaforme e sovranità digitale. Sviluppiamo così un approccio critico verso i dati e attraverso l’esempio di Barcellona, capiamo come utilizzarli per progettare una smart city.

Esistono luoghi al centro dei processi di innovazione, mentre altri restano ai margini e sembrano destinati al declino. Deve andare per forza così? Quali politiche possono riequilibrare la tendenza alla disuguaglianza territoriale? Fabrizio Barca ci spiega le cause di questa marginalizzazione e ci mostra le alternative per rimettere al centro i territori.

Roberto Verganti ci guida nella trasformazione profonda delle regole dell’innovazione: la sostenibilità, l’impatto, la capacità di visione e di pensiero critico sono gli ingredienti fondamentali. Perché l’innovazione è soprattutto la capacità di comprendere la società e le sue evoluzioni.

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