Arte e tecnologia: la nuova alleanza per reinventare i musei

Arte e tecnologia: la nuova alleanza per reinventare i musei

Si chiamano Museo Aperto e Museo Zeta le soluzioni digitali vincitrici della maratona creativa ARTathlon, lanciata lo scorso dicembre dal ministero della Cultura con Ernst & Young e Invitalia, per la ricerca tecnologie destinate ai beni culturali

10/04/2021 , tempo di lettura 4 minuti

Museo Aperto e Museo Zeta sono le soluzioni digitali vincitrici della maratona creativa ARTathlon per la ricerca di strumenti tecnologici destinati ai beni culturali. Al contest che ha unito il mondo dell’arte con quello della tecnologia, lanciato lo scorso dicembre dal ministero della Cultura con Ernst & Young e Invitalia, hanno partecipato oltre 100 concorrenti.


Startupper e ricercatori del mondo della cultura hanno lavorato fianco a fianco. E si sono confrontati su come le tecnologie più all’avanguardia – dalla blockchain all’intelligenza artificiale, dall’internet of things alla realtà aumentata – possano aiutare a fronteggiare le sfide del sistema dei musei, messo in crisi soprattutto alla luce dell’emergenza Covid-19.


All’ultimo appuntamento, composto da una due giorni di incontri e co-creazione, hanno preso parte 12 startup selezionate durante il primo evento della Maratona Creativa dello scorso dicembre 2020 e suddivise in sette team. 


Dopo tre mesi di lavoro, ad aggiudicarsi il primo posto è stato il team Cicerone composto dalla startup Skylabs, che ha proposto lo strumento del Museo Aperto, una soluzione che offre ai musei la possibilità di ripensare la propria offerta culturale grazie a percorsi formativi e interattivi destinati ai giovani visitatori. Museo Aperto consiste nell’uso dell’intelligenza artificiale per interconnettere dati provenienti da diverse fonti, con l’obiettivo di fornire un unico canale di fruizione delle informazioni. I visitatori dei musei hanno quindi a disposizione uno strumento educativo innovativa di cui fruire al momento della visita, da utilizzare in maniera interattiva in tempo reale.


Al secondo posto il team Vasari, composto da Artrights e Lieucity, che ha vinto con la soluzione Museo Zeta. Il progetto permette agli utenti di condividere la propria passione per l’arte, creando una vera e propria community. Si tratta della prima piattaforma digitale che unisce la realtà fisica e quella virtuale, dando la possibilità a tutti gli appassionati di creare il proprio museo personale, selezionando le opere preferite dai vari musei e gallerie italiane.


Queste due soluzioni vincitrici, ora, verranno sperimentate nelle Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini e Galleria Corsini, al Parco Archeologico dell’Appia Antica e anche con la Direzione Regionale Musei della Toscana. L’obiettivo è duplice: abilitare una narrazione dell’esperienza museale innovativa, ma anche avvicinare i giovani al mondo dell’arte.


“Creare nuove narrazioni e innovativi percorsi di valorizzazione attraverso il coinvolgimento di diverse competenze e professionalità per ampliare le modalità di fruizione, digitale oltre che fisica, del patrimonio culturale, è un’esigenza che si sta rafforzando in tempi emergenziali”, spiega Talitha Vassalli di Dachenhausen, dirigente del Sistema museale nazionale del ministero della Cultura.


Grazie al paradigma dell’open innovation “è stato possibile abilitare proficuamente la co-creazione tra attori con estrazioni differenti come startupper, dipendenti del MiC e studenti universitari”, dice Giuseppe Perrone, EY Consulting Italy Innovation Leader. “In un contesto diverso non avremmo avuto lo stesso fermento di idee disruptive che hanno portato alla creazione di soluzioni davvero innovative. Molte tecnologie considerate emergenti in realtà hanno già raggiunto un buono status di maturità, rendendole oggi soluzioni ideali per avvicinare un’esperienza come quella museale alle nuove generazioni”.


Ma non solo. Innovazioni come quelle proposte dai numerosi partecipanti di ARTathlon – continua Perrone – “permettono di abilitare la visita di opere e luoghi difficilmente raggiungibili da un grande numero di visitatori e di creare un ecosistema virtuoso tra tutti i diversi attori della filiera culturale”. 


È la nuova alleanza tra il mondo della cultura e quello della tecnologia, che potrebbe decollare ora, proprio sulla spinta della crisi Covid.