Creare ponti per superare la polarizzazione

Creare ponti per superare la polarizzazione

Seguendo alcune semplici regole è possibile aprire un canale di discussione anche con chi la pensa in modo opposto a noi

27/11/2020 , tempo di lettura 4 minuti

È un’esperienza che, prima o dopo, abbiamo vissuto tutti: avvistare una conversazione che rischia di trasformarsi in una discussione polemica pressoché infinita e decidere che, pur di evitare di infilarsi in quel tunnel, è meglio lasciar perdere senza nemmeno aprire il confronto. 

L’origine di questi momenti di impasse è principalmente legata al fatto che, in primo luogo, tendiamo a sovrastimare la sgradevolezza di una discussione, ad esempio, con qualcuno che ha idee politiche differenti dalle nostre. Inoltre, siamo orientati a voler convincere la controparte delle nostre ragioni; e viceversa. Il risultato è un muro contro muro pressoché assicurato.

 

Le regole per creare una vera discussione 


“Ma davvero non c’è altra strada?”, si chiede in un articolo pubblicato sulla Harvard Business Review Francesca Gino, scienziata comportamentale e docente della Harvard Business School.  

Per Gino la risposta è che allenarci a una maggiore ricettività nella conversazione può rendere questi momenti meno spiacevoli da affrontare e più costruttivi per quanto riguarda il risultato.   

Questo allenamento consiste fondamentalmente nel porre maggiore attenzione a quattro aspetti: 

  • il riconoscimento dell’altra persona: ringraziare, motivare le proprie affermazioni e trasporre in parole nostre ciò che abbiamo capito dai discorsi altrui sono tutti metodi per segnalare ai nostri interlocutori che li stiamo ascoltando sul serio e che prestiamo attenzione alle loro idee, anche se non le condividiamo;  
  • l’ammissione dei propri dubbi: essere eccessivamente perentori nei toni non aiuta a stemperare eventuali tensioni connesse alle diverse opinioni in gioco. Lasciare spazio alla possibilità che ci manchino delle informazioni, che ci siano degli aspetti che possono essere realmente o solo in termini di percezione diversi da come noi li vediamo, incoraggia a offrirci in cambio simili chance di apertura; 
  • la scelta di termini ed espressioni positivi: fa la differenza anche la capacità di proporre visioni diverse usando espressioni come “proviamo a considerare l’idea…” o “valutiamo l’ipotesi di…”, invece di utilizzare espressioni negative o che tendono a escludere delle possibilità; 
  • la ricerca dei punti di accordo: per pochi, flebili e ovvi che siano e per quanto acceso possa essere un confronto, possono esserci dei valori e delle convinzioni condivise tra i partecipanti. Se vogliamo essere comunicatori efficaci, è utile che ci concentriamo su questi per identificarli e valorizzarli nella conversazione.  

I vantaggi dello scambio di idee 


Secondo una ricerca condotta da Gino con i propri colleghi, essere ricettivi è una strategia vincente nella gestione delle conversazioni potenzialmente conflittuali - sia di persona sia a distanza - e, soprattutto, è una tecnica che si può apprendere e affinare nel tempo. 

Quanto all’efficacia, è interessante anche il risultato di un altro studio relativo all’analisi delle discussioni editoriali su Wikipedia che spiega come quegli editor che si dimostrano più propensi ad ascoltare osservazioni e critiche alle voci che hanno curato, siano meno soggetti a ricevere attacchi personali.  

 

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