Ecco come arte e intelligenza artificiale possono collaborare

Ecco come arte e intelligenza artificiale possono collaborare

Oltre a mutare il concetto di chi può produrre arte e fornire nuove modalità per praticarla, l’Ai rappresenta anche un nuovo mezzo per approcciarsi e studiare l’esperienza estetica

15/06/2021 , tempo di lettura 5 minuti
Immagine

Tutt’altro che distanti, i punti di incontro e di collaborazione tra arte e intelligenza artificiale sono sempre più numerosi. Oltre a mutare il concetto di chi può produrre arte e fornire nuove modalità per praticarla, l’intelligenza artificiale rappresenta infatti un nuovo mezzo per approcciarsi e studiare l’esperienza estetica, rendendola anche più coinvolgente e partecipativa. 


Intelligenza emotiva

All’Università di Stanford, racconta Artribune, un team di ricercatori ha insegnato ai computer a riconoscere non solo quali oggetti sono presenti in un’immagine, ma come quelle stesse immagini fanno sentire le persone, creando cioè algoritmi dotati di “intelligenza emotiva”. Il gruppo di scienziati ha messo a punto un algoritmo chiamato ArtEmis, che si basa su 81mila dipinti di WikiArt, affiancati da 440mila risposte raccolte da oltre 6.500 partecipanti che hanno valutato ciascun dipinto in base all’emozione provata nella fruizione, fornendo anche una breve spiegazione sulla reazione emotiva scelta.

Usando queste risposte, il team ha addestrato l’algoritmo a classificare un dipinto in una delle otto categorie emotive ‒ dallo stupore al divertimento, dalla paura alla tristezza. L’algoritmo, così addestrato, può analizzare una nuova immagine che non ha mai visto, classificandola in base all’emozione che potrebbe provare uno spettatore di fronte a essa. Inoltre, non si limita a catturare l’esperienza emotiva completa di un’immagine, ma può decifrare anche emozioni diverse all’interno del dipinto.

Quando l’artista è l’Ai

Algoritmi intelligenti vengono utilizzati per creare dipinti e opere artistiche. Nell’ottobre 2018, ad esempio, un’opera d’arte di Edmond de Belamy, creata con l’aiuto di un algoritmo intelligente, è stata venduta all’asta per 432.500 dollari presso la casa d’aste Christie’s. Secondo quanto comunicato da Christie’s, il ritratto era stato creato attraverso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Inoltre, esistono diverse piattaforme sperimentali – come 
Artbreeder, ad esempio – che rendono possibile questo processo a chiunque voglia cimentarsi. Una sorta di strumento artistico “collaborativo”, open source e accessibile a chiunque, per creare da sé nuove immagini attraverso algoritmi messi a disposizione degli utenti. 

Classificare le opere

Ma l’intelligenza artificiale può anche essere utile nella classificazione delle opere in base all’artista, al genere e allo stile di appartenenza. Con la digitalizzazione di un numero sempre più crescente di opere d’arte, è sufficiente insegnare ai computer a classificare l’arte, in modo da assistere lo staff museale nello svolgimento di questi compiti.

I ricercatori della Zhejiang University of Technology, in Cina, hanno recentemente pubblicato un articolo su questo argomento, testando sette diversi modelli di algoritmi su tre diversi gruppi di opere d’arte e confrontando le prestazioni degli individui, nella classificazione delle opere, quando si utilizza o meno tale strumento. Secondo l’articolo, i modelli di rete neurale e le tecniche di visione artificiale utilizzate hanno fornito risultati all’avanguardia e molto raffinati. 

Misurare il gradimento

Enea e Istituzione Bologna Musei hanno realizzato un sistema innovativo chiamato ShareArt, che si basa sull’uso di intelligenza artificiale e Big Data per ottenere una rilevazione dati nel monitoraggio del gradimento e delle modalità di fruizione di opere d’arte nei musei. 


Attraverso una telecamera, il sistema rileva automaticamente i volti che guardano nella sua direzione acquisendo una serie di informazioni relative al comportamento nell’osservazione delle opere d’arte come, ad esempio, il percorso compiuto per avvicinarsi all’opera, il numero di persone che l’hanno osservata, il tempo e la distanza di osservazione, il genere, la classe di età e lo stato d’animo dei visitatori che osservano. Il sistema, tra l’altro, può anche essere utilizzato nella fase di emergenza Covid-19, rilevando il corretto utilizzo della mascherina e il distanziamento dei visitatori e attivando in tempo reale una segnalazione visiva per ricordare il rispetto delle disposizioni.