Green jobs e green manager: ecco i lavori del futuro

Green jobs e green manager: ecco i lavori del futuro

La crisi economica innescata dalla pandemia ha accelerato il processo di transizione ecologica. Ma per realizzarlo c'è bisogno di professionisti in possesso di competenze green. Ecco le professioni più ricercate

06/05/2021 , tempo di lettura 4 MINUTI
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Green jobs. Vengono definite così le nuove professioni nate dal bisogno di creare un’economia più sostenibile che riesca a coniugare crescita e tutela ambientale. Una necessità divenuta ancora più urgente dopo la pandemia di Covid-19, ora che tutte le economie, nessuna esclusa, devono ripartire costruendo nuove fondamenta. Più solide certo, ma soprattutto più sostenibili. Ed è per questo che la transizione ecologica è diventata il caposaldo principale del Next Generation Eu e dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza di tutti gli Stati europei. 

L’Ue ha messo sul piatto 750 miliardi di euro, da suddividere tra i vari Paesi, per rivoluzionare l’economia portando avanti progetti volti a creare “un’Europa più ecologica, digitale e resiliente”. Per raggiungere l’obiettivo è però necessario uno sforzo comune, c’è bisogno di competenze, servono professionisti in grado di realizzare ciò che i Governi mettono su carta. 

I piani per la ripresa potrebbero dunque diventare un volano per i green job, vale a dire per tutti i lavori legati alla sostenibilità, all’ambiente, alla lotta al cambiamento climatico e via dicendo. A quali mestieri ci riferiamo? La definizione ufficiale redatta dalle Nazioni Unite parla genericamente di “occupazioni nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale”. Le opportunità sono dunque enormi, così come le possibilità a disposizione dei lavoratori in un periodo chiamato a realizzare una vera rivoluzione. 

I green Job in Italia 

Secondo il rapporto GreenItaly realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, nel nostro Paese sono oltre 432mila le imprese che negli ultimi 5 hanno hanno investito nella green economy. Aziende che per lavorare e innovare si sono affidate ai cosiddetti green jobs che ad oggi in Italia impiegano oltre 3 milioni di lavoratori, il 13,4% del totale dell’occupazione complessiva, con una crescita di oltre 100 mila unità rispetto all'anno precedente. Non solo rispetto al 2019 i lavori verdi sono aumentati del 3,4%, quasi sei volte in più rispetto al timido +0,5% registrato dalle altre figure professionali. 

I lavori green più richiesti 

Per andare avanti e progredire però c’è bisogno di crescere ancora di più e di innovare. Per questo motivo, si legge nel report, tra il 2020 e il 2024 il 38% del fabbisogno delle professioni richiederà competenze green, con ricadute occupazionali importanti. Tra le professioni verdi più diffuse, le dieci che secondo molte ricerche saranno più ricercate nei prossimi anni coprono settori diversissimi tra loro, dall’edilizia alla ristorazione. Parliamo di progettisti e installatori di impianti fotovoltaici, energy manager, valutatori di impatto ambientale, esperti in bioarchitettura e bioedilizia, certificatori energetici, avvocati specializzati in tematiche ambientali, chimici ambientali, green designer, progettisti e installatori di impianti eolici, chef specializzati in cucina biologica, vegetariana e vegana. 

Alla ricerca di green manager 

Un paragrafo a parte merita la figura del green manager, una “nuova professione” che si sta facendo largo nel mercato del lavoro allo scopo di rispondere alle nuove richieste della green economy. Il green manager è un professionista in possesso di elevate competenze tecniche e gestionali, alle quali però affianca skill che riescono a connettere il tessuto produttivo delle aziende ai principi ecologici ed ambientali. Il suo ruolo è quello di suggerire ai vertici delle imprese e delle organizzazioni per cui lavora interventi in grado di accrescere la sostenibilità e limitare l’impatto ambientale, ridurre la produzione dei rifiuti, intraprendere iniziative riguardanti il risparmio energetico, gli acquisti verdi e la mobilità sostenibile. 

Da considerare infine che negli ultimi anni sono nati diversi percorsi di laurea volti a creare figure professionali e manageriali “green”. Secondo il Sole 24 Ore dei 201 nuovi corsi approvati dal Consiglio universitario nazionale (Cun), 27 puntano sulla transizione ecologica. “Si va dalle magistrali in Architettura, Antropologia culturale e etnologia o Eco design inclusivo alle triennali in Ingegneria civile e ambientale o Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura oltre ad almeno due su tre delle nuove professionalizzanti”. Tutti percorsi in grado di fornire le competenze necessarie ai green manager del futuro.