Social media manager: cosa fa, stipendio, formazione

Il social media manager

Cosa fa, stipendio, formazione

07/12/2020 , tempo di lettura 3 minuti

Il Social media manager è una sorta di “coltellino svizzero” nell’ambito della sua professionalità. Questa figura infatti, per dare una definizione sintetica, è responsabile della gestione della comunicazione, del marketing e della pubblicità sui social network. 

 

I compiti del social media manager 


Per fare questo lavoro, è necessario mettere in conto la capacità e la necessità di svolgere una serie di compiti che vanno ben oltre la semplice creazione e pubblicazione di post. 

Per fare qualche esempio, il primo fondamentale passo è pianificare la strategia e definire gli obiettivi. Creare e aumentare la brand awareness tra il proprio pubblico potenziale - cioè la consapevolezza che quel marchio, quel prodotto o quell’iniziativa esiste - e gestire la reputazione online. Altrettanto importante è la parte di attività più strettamente comunicativa, relativa alla moderazione e gestione della community. C’è poi l’aspetto relativo alla promozione delle vendite e al supporto di queste ultime, oltre ovviamente alla generazione di traffico da parte degli utenti. 

 

Quanto si guadagna? 


L’attività può essere in realtà svolta da più profili diversi, ognuno dei quali, si occupa di un aspetto specifico tra quelli necessari oppure nelle aziende più piccole o se si lavora come freelance, i compiti sono concentrati nella stessa persona. 

Il compenso medio si aggira intorno ai 35 mila euro lordi all’anno e, come sta accadendo per diverse professioni del settore digitale, è interessante considerare come le capacità umane sono un elemento chiave nella definizione della retribuzione. 

 

Come si diventa Social Media Manager 


A tal proposito, è utile avere nel proprio bagaglio una serie di attitudini, oltre alle competenze tecniche, riassumibili in: 

  • passione per i social network; 
  • utilizzo quotidiano; 
  • interesse per l’interazione con le persone; 
  • fantasia e creatività; 
  • capacità di gestire gli imprevisti senza patire troppo lo stress; 
  • voglia di restare aggiornato e al passo con i frequenti cambiamenti che caratterizzano questi strumenti. 


A queste si sommerà poi la capacità strategica, la conoscenza dei diversi strumenti dal punto di vista tecnico, la comprensione e la gestione dei dati che misurano le performance delle attività svolte. 

Questi tre aspetti sono parte di quello che si potrebbe definire un circolo virtuoso di questa professione perché i dati alimentano la prosecuzione (o il cambio della strategia), la conoscenza dettagliata del mezzo aiuta a implementarla, sperimentando - in modo pressoché continuo - diversi sistemi per vedere quali sono i più efficaci rispetto agli obiettivi definiti e al pubblico che si vuole raggiungere. Fino a ottenere nuovi dati e ricominciare il ciclo.  

 

 

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