Le conseguenze di un mondo a misura di maschio

Le conseguenze di un mondo a misura di maschio

La giornalista Carine Criado-Perez ci spiega quali sono le conseguenze di un mondo realizzato a misura di maschio e come queste influenzano la vita delle donne.

22/12/2020 , tempo di lettura 4 minuti

    Non c’è praticamente ambito della vita che sfogliando “Invisibili. Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano”, il saggio della giornalista e attivista britannica Caroline Criado-Perez, che sfugga alla seguente regola: dati e statistiche sono basate su un sistema che considera il maschile come universale e quindi finisce, inevitabilmente e quasi altrettanto inconsapevolmente, per non tenere in sufficiente considerazione le diversità tra uomini e donne e le diverse esigenze. 

    Risultato: tutte le decisioni che poggiano su di essi sono distorte dalla parzialità dei dati raccolti e, mancando le basi per costruire un’uguaglianza sostanziale, le discriminazioni nei confronti delle donne e le loro conseguenze non fanno che aumentare, spesso in modo silente e subdolo.


    Le trappole della disparità fra i sessi

    Per chiarire meglio la questione, vediamo uno dei numerosi e significativi esempi contenuti nel libro: se, infatti, siamo perlomeno avvezzi a sentir parlare di gender gap nell’ambito lavorativo in termini di stipendi, ruoli e responsabilità, il problema inizia a farsi evidente e preoccupante quando Criado-Perez evidenzia, ad esempio, come la costruzione delle reti di trasporto pubblico sia tendenzialmente lineare e non reticolare e questo rappresenti uno svantaggio in un mondo in cui sono soprattutto le donne a usare i mezzi pubblici. 


    Donne che in buona misura optano per questa soluzione anche perché sul lavoro sono pagate meno oppure non lavorano affatto e questo rende difficile l’acquisto e il mantenimento di un mezzo di trasporto privato. Al tempo stesso, è su di loro che ricade la maggior parte del lavoro di cura (non retribuito, per inciso): accompagnare un figlio a scuola o andare a trovare un parente anziano sono solo due dei tipici spostamenti di cura familiare. Entrambi non corrispondono in gran parte dei casi a percorsi lineari, perciò una rete di trasporti pubblici che non ne tiene conto finisce per creare un aggravio in termini di tempo, energie e costi a sfavore delle donne. 


    Lo stesso vale anche per la pianificazione urbanistica – bici e piste ciclabili sono un’alternativa economica e gestibile quando non c’è l’auto e i trasporti pubblici non aiutano – e in questo caso fa la differenza un’accurata manutenzione di strade, marciapiedi e piste. Indovinate chi finisce più facilmente in ospedale a causa di buche o di una segnaletica stradale non efficiente? E i costi di questi incidenti ricadono sulle persone coinvolte e sulla società, come costi sanitari, ad esempio, oppure sotto forma di giorni di assenza dal lavoro.


    Il gender data gap

    Scorrendo le pagine di “Invisibili”, che parlano di come questo “gender data gap” influenzi numerosissimi ambiti tra cui il lavoro, la salute, la ricerca universitaria e la tecnologia ci si rende conto di come i dati se raccolti in un modo che, anche involontariamente, è parziale perpetuano discriminazione nei confronti delle donne e danneggiano la società nella sua interezza



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