Mauro Picone, il matematico al fronte

Mauro Picone: un matematico al fronte

Ricordiamo la vita e le opere del matematico Mauro Picone, la sua esperienza nella Prima guerra mondiale e le sue innovazioni nella matematica.

24/06/2021 , tempo di lettura 3 minuti
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Tra i più brillanti matematici italiani di sempre troviamo sicuramente Mauro Picone, famoso soprattutto per la sua opera nel campo della matematica applicata e del calcolo numerico ed elettronico. 

Soprannominato anche “matematico al fronte” per la sua esperienza nella Prima guerra mondiale, ripercorriamo la sua vita e la sua carriera. 

Mauro Picone: vita e biografia

Mauro Picone nasce a Palermo il 2 maggio del 1885. Si trasferisce coi genitori ad Arezzo, dove completerà gli studi e nel 1903 fu ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Qui ebbe illustri docenti, come Ulisse Dini e Luigi Bianchi

Dopo la laurea, divenne assistente di Dini fino al 1913, quando decise di trasferirsi al Politecnico di Torino, dove sviluppò diverse ricerche sulle equazioni differenziali ordinarie e sulle derivate parziali. 

Quando scoppiò la guerra, Picone fu chiamato al fronte col grado di sottotenente di artiglieria. Nonostante la lontananza dall’insegnamento, non lasciò la matematica: infatti, fu incaricato dal suo comandante di calcolare le tavole di tiro per l’utilizzo delle artiglierie pesanti in montagna. 

Picone riuscì a sistemare i calcoli e migliorare le pratiche utilizzate dall’esercito grazie a una rigorosa modellizzazione matematica e all’applicazione di tecniche relative all’analisi numerica. 

Per i suoi meriti, fu nominato capitano d’artiglieria e gli fu conferita la croce di guerra al valor militare. L’esperienza bellica arricchì fortemente la formazione di Picone, che riuscì ad applicare il pensiero computazionale per fini concreti. 

Al ritorno dalla guerra, nel 1919, divenne professore incaricato di Analisi infinitesimale all’Università degli Studi di Catania, per poi trasferirsi a Pisa nel biennio 1924-25 e infine a Napoli. 

Qui si fece promotore della costruzione di un organismo scientifico finalizzato alla soluzione numerica di problemi quantitativi sorti da esigenze applicative. 

Nel 1932 si trasferì all’Università di Roma, dove rimase fino al collocamento a riposo nel 1960. 

Tra le sue opere più grandi, c’è la fondazione dell’Istituto Nazionale per le Applicazioni del Calcolo (INAC), poi trasformato in Istituto per le Applicazione del Calcolo (IAC), nell’ambito del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Si tratta, ancora oggi, di uno dei più grandi e illustri istituti di ricerca d’Italia. 

La sua creazione permise a Picone di diventare il più illustre capo scuola della Matematica Italiana, grazie anche alla presenza all’INAC di menti illustri come Renato Caccioppoli, Gaetano Fichera e Carlo Miranda. 

Dal punto di vista politico, Mauro Picone fu un convinto fascista, s’iscrisse al partito nazionale fascista nel marzo del 1923 e gran parte delle attività dell’IAC furono fatte in collaborazione con le autorità governative. Era nazionalista e apprezzò molto le aperture del fascismo verso l’innovazione scientifico-tecnologica tipica del Futurismo

Tuttavia, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando venne istituita una commissione incaricata di epurare i professori universitari legati al fascismo, la sua posizione venne archiviata. Questo perché fornì aiuto a diversi ebrei e antifascisti, come Ascoli e Caccioppoli, oltre ad aver mantenuto dei legami di amicizia coi perseguitati dal fascismo. 

Mauro Picone morì a Roma, l’11 aprile 1977. 

Mauro Picone: innovazioni e riconoscimenti

Nel corso della sua carriera, Mauro Picone ha dato molto alla matematica, a cominciare dalla sua esperienza in guerra. 

Ma è stato proprio con l’IAC ad aver dato il suo contributo principale: in quegli anni, infatti, ottenne risultati di rilievo grazie alle sue numerose ricerche sulle equazioni differenziali e il calcolo delle variazioni. Tra le sue scoperte maggiori, c’è sicuramente l’Identità di Picone: un risultato considerato classico per le equazioni differenziali lineari omogenee del secondo ordine. 

Inoltre, nel corso della sua carriera gli sono stati conferiti numerosi riconoscimenti, come il Premio Reale dei Lincei (1938) e la Medaglia d’oro dei Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte.