Opere d’arte, è il momento della vendita peer-to-peer: ecco come funziona

Opere d’arte, è il momento della vendita peer-to-peer: ecco come funziona

Si chiama LiveArt Market ed è una piattaforma di trading peer-to-peer anonima che utilizza l'intelligenza artificiale e gli algoritmi. In pochi giorni ha già registrato 5 milioni di dollari di vendite

27/06/2021 , tempo di lettura 4 MINUTI
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Il mercato delle opere d’arte si reinventa, scoprendo nuovi confini grazie al digitale e all’intelligenza artificiale. E se pensate che questa trasformazione riguardi solo le aste online realizzate dalle principali case d’asta internazionali durante l’emergenza Covid-19 vi sbagliate di grosso. Termini come peer-to-peer, algoritmi, trading online stanno diventando una realtà in espansione attraverso idee e progetti che intendono portare una sferzata di innovazione nel mondo dell’arte. Uno di questi si chiama LiveArt Market ed è una piattaforma che usa l’intelligenza artificiale per permettere agli utenti di vendere e acquistare opere d’arte in modo completamente anonimo. 

La storia di LiveArt Market 

L’idea di creare una piattaforma peer-to-peer per la compravendita di opere d’arte non arriva da personaggi sprovveduti, tutt’altro. A creare LiveArt Market sono stati infatti Adam Chinn e John Auerbach, due ex top manager di Sotheby’s, insieme all’imprenditore hi-tech Boris Pevzner, fondatore di numerose società online tra cui Collectrium, una piattaforma di gestione dell'inventario digitale e vendita di opere d'arte che è stata acquistata da Christie's. 

"Verso la fine del 2019 stavo parlando con John Auerbach e gli ho detto che il mondo dell'arte aveva davvero bisogno di una piattaforma di vendita peer-to-peer", racconta Chinn a The Art Newspaper. "John ha risposto, ‘divertente che tu lo dica perché ho parlato dell’idea di realizzare uno strumento simile con Boris Pevzner’. E, per farla breve, alla fine del 2019 abbiamo iniziato a costruire questa piattaforma e abbiamo passato il lockdown a creare il modello di business". 

I tre soci sono partiti acquistando l'app Live Auction Art. Due i motivi alla base di questa decisione: "aveva 40.000 download e pensavamo che fosse un modo intelligente per ottenere gli utenti di cui avevamo bisogno per costruire il mercato", spiega Chinn, ma soprattutto possedeva i dati sui prezzi d'asta che sono fondamentali per lo sviluppo dello strumento di stima AI di LiveArt. 

Come funziona la piattaforma? 

Dopo essere stato sottoposto ai dovuti controlli, un venditore mette in vita un dipinto sul sito LiveArt Market in modo anonimo. Un possibile acquirente, altrettanto anonimo, fa un’offerta per quell’opera. A quel punto le due parti raggiungono un accordo sul prezzo, l’acquirente paga una somma che viene depositata in un conto di garanzia e il venditore spedisce l’opera d’arte in un porto franco del Delaware che si occupa di verificarne l’autenticità. Se il dipinto passa l’esame, viene spedito direttamente all’acquirente e il venditore riceve la cifra pattuita sul proprio conto. Non saprà mai a chi ha venduto il dipinto e chi compra non saprà mai da dove arriva l’opera. Per quanto riguarda i costi, l'acquirente paga un premio fisso del 10%, i venditori non pagano nulla, a parte i costi di spedizione dei loro lavori al magazzino del Delaware. 

Questo meccanismo sta riscuotendo molto successo. Le vendite sono iniziate all’inizio di giugno e in pochi giorni LiveArt è già arrivato a circa 22mila utenti mensili, 5 milioni di dollari di vendite, con oltre 1.000 opere d'arte contemporanea in catalogo, per un valore di circa 120 milioni in totale. I prezzi di ogni singolo dipinto variano da 50mila a 500mila euro. "Questo non è eBay, ma non stiamo nemmeno cercando di competere con le case d'asta di fascia alta. Quello che stiamo cercando di fare è raggiungere il mercato medio, una fascia che crediamo sia molto mal servita”, sottolinea Chinn. 

Pericolo riciclaggio

Il timore espresso da molti osservatori su LiveArt e sui suoi meccanismi di funzionamento riguarda in primo luogo la possibile “opacità”. La domanda è sempre la stessa: se è tutto anonimo, come si fa a controllare che venditori e acquirenti non utilizzino la piattaforma per riciclare denaro? Il sito ha aderito alla procedura KYC (acronimo di Know Your Customer) che consente acquisire dati certi e informazioni sull’identità dei loro utenti e clienti. Vengono inoltre rispettati tutti gli standard antiriciclaggio. “Ogni utente deve fornire i propri documenti KYC: per un'impresa individuale, il passaporto o la patente di guida, l'indirizzo postale e le coordinate bancarie" spiega a The Art Newspaper George O'Dell, vicepresidente della società. "Non puoi andare su LiveArt come acquirente e fare offerte su qualcosa che vale 1 milione di dollari se abbiamo verificato che in banca ne hai solo 50mila”, aggiunge. 

Anche sulle opere d’arte vengono effettuati controlli severi. Tutti i dipinti vengono autenticati da un ente indipendente del Delaware, che li ispeziona ed esegue un rapporto sulle loro condizioni prima di spedirli all'acquirente. Se l’opera non passa l’esame, la transazione viene annullata. Infine, se c’è un problema dopo il completamento della transazione, la piattaforma consegna all’acquirente il nome del venditore dandogli la possibilità di agire legalmente contro di lui.