5 esempi pratici di problem solving

5 esempi pratici di problem solving

Il problem solving è sicuramente tra le competenze più richieste in ambito lavorativo oggi: vediamo alcuni esempi pratici.

19/05/2021 , tempo di lettura 4
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Quando parliamo di problem solving, parliamo di una delle maggiori competenze chiave, in ambito lavorativo. Alcuni lo hanno come talento naturale, altri possono affinarlo nel tempo. Vediamo di cosa si tratta e qualche esempio pratico.

Problem solving: cos’è

Il problem solving, che letteralmente significa “risoluzione di problemi”, è la capacità di dare la migliore risposta possibile ad una certa situazione critica, solitamente nuova. Si tratta di una qualità molto richiesta ultimamente nell’ambito professionale, ma che può risultarci utile anche nella vita quotidiana. Il mondo, non solo quello lavorativo, è diventato decisamente più complicato, anche a causa della digitalizzazione e della trasformazione digitale. Il compito di un dipendente o di un manager è quello di cercare la soluzione ad un problema, nel modo più veloce e semplice possibile. Questa capacità può essere insita dentro di noi o può essere affinata col tempo o mediante degli esercizi semplici da mettere in pratica. Il processo di problem solving si struttura in questo modo: si definisce il problema che ci troviamo ad affrontare, si generano delle alternative al problema posto, si valutano e si selezionano tali alternative e si cerca di sviluppare una soluzione che possa risolvere il nostro problema. La velocità di questo processo, oltre al proprio talento naturale, può essere implementata grazie a degli esercizi e alla pratica.

Problem solving: 5 esempi pratici

Come detto, il problem solving è ormai una soft skill richiestissima. Vediamo allora cinque esempi pratici.

Analisi scritta

Uno degli esempi più lampanti per mettere il problem solving in pratica è l’analisi scritta. Per farlo, bastano una penna e un foglio bianco: tutto ciò che c’è da fare è di mettere nero su bianco il nostro problema e le nostre domande a riguardo. Alcune domande possibili potrebbero essere: perché mi spaventa? Che emozioni mi provoca questo problema? Sono l’unico a sentirmi così?
In questa maniera potremo riordinare facilmente i nostri pensieri e sbrogliare la matassa che occupa la nostra mente, per poter trovare la soluzione in modo più semplice.

Gioco di ruolo

Un altro esempio pratico è il gioco di ruolo. Si tratta di una delle strategie più usate ed efficienti quando ci troviamo a collaborare con un team, specialmente in ambito professionale. Il fulcro è quello di mettere in scena una storia, nella quale i partecipanti si trovano ad affrontare un ostacolo: ogni partecipante cercherà di risolvere il problema in maniera diversa e del tutto personale. Grazie al gioco di ruolo, si potranno ascoltare le opinioni di tutto il team, coinvolgendo tutti in maniera divertente e motivante.

Tecnica del come peggiorare

Un altro modo di mettere in pratica il problem solving è tramite la “tecnica del come peggiorare”. Si tratta di un esercizio molto semplice, basterà porsi un quesito: “Come potrebbe peggiorare ancora di più la situazione?”. Si parte da questa semplice domanda per andare ad analizzare diverse soluzioni fallimentari per peggiorare la situazione. In questo modo, si attiva una sorta di avversione verso le soluzioni che porterebbero ad un fallimento, creando maggiore consapevolezza e produttività per trovare la soluzione vincente.

Tecnica dello scenario oltre il problema

Tra gli esercizi pratici per mettere in atto il problem solving, c’è anche la “tecnica dello scenario oltre il problema”, che consiste nell’immaginare la situazione al momento del superamento del problema. Ipotizzando e immaginando una situazione ideale, in cui il problema è stato superato, la mente si libererà dai pensieri negativi e lavorerà maggiormente per realizzare quello scenario.

Tecnica dello scalatore 

Infine, abbiamo la “tecnica dello scalatore”, detta anche “la tecnica dei piccoli passi”. Questo esercizio consiste nell’impostare il lavoro con la risoluzione di problemi più piccoli, per poi passare a quelli più grandi. Si tratta di un esercizio importantissimo per il problem solving: la mente sarà impegnata a risolvere problemi più semplici all’inizio e sarà invogliata a continuare per risolvere anche quelli più grandi.