Bitcoin, la criptovaluta e le sue montagne russe

Bitcoin, la criptovaluta e le sue montagne russe

Nell’ultimo mese, le quotazioni del Bitcoin sono raddoppiate e nell’ultimo anno la crescita è stata superiore al 400%. La principale criptovaluta in circolazione sembra uscire sempre di più dal recinto degli addetti ai lavori.

17/01/2021 , tempo di lettura 3 minuti

Non si ferma la corsa del Bitcoin. Dopo aver toccato nuovi record storici, crescendo di oltre il 400% nell’ultimo anno, secondo gli analisti di JpMorgan il valore della principale criptovaluta in circolazione potrebbe crescere ancora. 


Ma di cosa stiamo parlando? E come si può spiegare il continuo saliscendi a cui il Bitcoin ci ha abituato?


Di cosa stiamo parlando

Il Bitcoin – come spiega il sito di Borsa Italiana – è una moneta virtuale creata nel 2009 da uno o più hacker con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Diversamente dalle altre valute, il Bitcoin però non ha dietro una Banca centrale che distribuisce nuova moneta, ma si basa su due principi:

  • la blockchain, ovvero un network di nodi, cioè di pc, che la gestiscono in modalità distribuita, peer-to-peer;

  • l’uso di una forte crittografia per validare e rendere sicure le transazioni: le monete vengono conservate all’interno di giganteschi database condivisi, e attraverso sistemi avanzati di crittografia è possibile tracciare ed effettuare le transazioni.

Il Bitcoin è di fatto la prima criptovaluta creata e commercializzata, nonché la più nota. Il suo simbolo è ฿, ma nei mercati viene utilizzato anche BTC o XBT. I Bitcoin disponibili in rete sono 21 milioni, mentre quelli effettivamente in circolazione sono circa 9 milioni. La Cina è il primo mercato del Bitcoin, con il 35% di tutti i traffici mondiali.


Per poter acquistare Bitcoin è necessario aprire un portafoglio/conto virtuale (wallet) su una delle piattaforme di scambio. Possono essere scambiati, spesi o investiti. Si stanno moltiplicando i posti dove poter utilizzare la criptovaluta, dai grandi ai piccoli negozi, sia fisici sia virtuali. 


Ma ci sono pro e contro. I pro sono l’utilizzo semplice e veloce e i costi di transazione bassi. I contro: il possibile crollo verticale della valutazione e l’affidabilità operatori.


L’atteggiamento delle istituzioni

Il governo cinese ha proibito alle banche di usare Bitcoin per i loro scambi, per prevenire i rischi di riciclaggio di denaro e difendere la stabilità finanziaria. Non ci sono restrizioni, invece, per gli scambi tra privati.

Il Parlamento europeo ha riconosciuto ufficialmente le criptovalute, stabilendo però che tutti i provider di servizi di portafoglio digitale dovranno applicare controlli sistematici sulla propria clientela per porre fine al regime di anonimato associato alle valute virtuali.


Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, pur parlando di opportunità a lungo termine con riferimento a Bitcoin, ha messo in guardia gli investitori dai possibili rischi derivanti dalla mancanza di un valore intrinseco delle criptovalute.


Cosa sta accadendo

Nell’ultimo mese, le quotazioni del Bitcoin sono raddoppiate e nell’ultimo anno la crescita è stata superiore al 400%. A differenza della breve “fiammata” del 2017, seguita da un rapido crollo, lo scatto questa volta è stato alimentato dall’interesse di investitori istituzionali e banche d’affari. La criptovaluta sembra quindi uscire sempre di più dal recinto degli addetti ai lavori.


I fenomeni che ne hanno allargato l’utilizzo sono vari. Dallo scorso ottobre il motore di ricerca baidu.com ha deciso di accettare la moneta virtuale come metodo di pagamento per vari servizi di sicurezza online. Paypal ha dato la possibilità ad alcuni suoi utenti di utilizzare i pagamenti in critpovaluta. E un grosso asset manager come Fidelity a fine agosto ha annunciato il lancio del suo primo fondo dedicato al Bitcoin.


Ma i trend del passato suggeriscono comunque prudenza. Il Bitcoin e le altre criptovalute salgono in maniera impetuosa e quando correggono il tiro lo fanno con altrettanto vigore. 


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