I documentari Netflix da vedere

Documentari Netflix: i migliori per imparare il mestiere

Nel catalogo Netflix sono presenti numerosi documentari. Ma quali sono quelli da cui imparare il mestiere? Ecco i nostri consigli.

11/01/2023 , tempo di lettura 5 minuti

Attualmente, l’offerta di documentari su Netflix ammonta a ben 772 titoli. Un numero impressionante, che ci racconta qualcosa sulla fortuna di questo genere. Sempre più persone guardano documentari di ogni tipo: molte, cercano tra i migliori documentari Netflix l’ispirazione per passare dall’altra parte della cinepresa


Tutto è racconto, anche la verità. Da questo assunto sembrerebbe partire la storia del genere documentaristico, e forse il sogno di chi desidera imparare a scrivere e girare un documentario, scoprire come diventare documentarista, o anche solo come raccontare il mondo con i propri occhi. 


Si può fissare la data di nascita del genere documentario, cioè quando per la prima volta è stato utilizzato questo termine e le sue caratteristiche specifiche sono state isolate. Fu John Grierson a utilizzare per la prima volta il termine “documentario”, nel 1926, a proposito del film Moana realizzato dal regista americano Robert Flaherty. Perché questo film segnava un prima e un dopo?

Il primo documentario della storia?

Moana (reperibile su YouTube, qui) è girato sull’isola Savai’i dell’Arcipelago Samoa, nel villaggio di Safune, di cui segue gli abitanti, con i loro usi e costumi, la loro quotidianità fatta di caccia, pesca, raccolta, piccolo artigianato. Il “protagonista” è proprio Moana, giovane maschio che muove i primi passi nella sua comunità, in un climax che lo porta al momento - doloroso e sacro - del tatuaggio rituale che ne segna l’ingresso nella vita adulta, e il successivo matrimonio. Canti tradizionali, voci, il rumore degli oggetti e delle onde dell’oceano accompagnano lo spettatore.


Non era certo la prima volta che la cinepresa veniva utilizzata per riprendere un paesaggio o una scena di vita vera, piuttosto che le scene di una storia inventata. Eppure, per la prima volta, in Moana, l’osservazione oggettiva si arricchiva intenzionalmente di un elemento finora escluso dalle regie non-fiction: l’emozione, la poesia. 

Raccontare la verità

Un documentario vuole dire tutta la verità, eppure il documentarista sa che i fatti non bastano: vanno raccontati. John Grierson, infatti, individuava nel documentario la capacità di “rielaborare criticamente e drammatizzare il materiale naturale”. Ovvero, dare alle immagini del reale un senso critico e un punto di vista, nonché la capacità drammatica di coinvolgere e catturare, fare breccia nelle resistenze e nella sensibilità del pubblico. Per ottenere questo risultato, il documentarista deve dosare sapientemente tutti gli ingredienti tecnici dell’arte cinematrografica: scrittura, fotografia, montaggio, colonna sonora.

Conosci invece le regole per scrivere un buon documentario del grande Michael Moore? Scoprile nel nostro piccolo manuale per realizzare un documentario


Dal villaggio di Safune, il genere documentario ha fatto un sacco di strada e ha esteso il proprio linguaggio a moltissimi sottogeneri. Dal documentario naturalistico al true-crime, dal documentario biografico a quello d’inchiesta, non c’è nulla che non possa essere raccontato con emozione e originalità.

7 documentari Netflix da non perdere 

Soprattutto, il documentario è diventato un prodotto di largo consumo e gradimento, come dimostra l’enorme catalogo Netflix. I migliori documentari su Netflix da vedere assolutamente sono moltissimi, ma noi vorremmo concentrarci su alcuni titoli che possono offrire una lezione su come fare un buon documentario. Sette documentari Netflix da non perdere per sette regole da seguire per girare un bel documentario. 


  1. Dare parola, con Atleta A di Bonni Cohen e Jon Shenk (2020)

Ricostruisce la storia di uno degli scandali portati alla luce dal movimento #metoo, quello delle atlete della nazionale statunitense di atletica violentate fisicamente e psicologicamente dal medico e osteopata Larry Nassar. Il vero pregio del documentario è la capacità di schivare qualsiasi prurigine, dando il potere di raccontare direttamente alle vittime. Un documentario di valore dovrebbe fare proprio questo, far prendere la parola in prima persona. 


  1. Prendere posizione, con XIII emendamento di Ava DuVernay (2016)

Vincitore di un Emmy e candidato agli Oscar, questo documentario è firmato dalla prima afroamericana a vincere un Golden Globe e un Oscar per la migliore regia con Selma - La strada per la libertà. Il titolo riprende provocatoriamente il XIII emendamento della Costituzione Americana, l’articolo che abolisce la schiavitù, per mostrare come il sistema legale e penale americano continui a colpire e segregare la popolazione di colore. Il documentario da guardare assolutamente per imparare a prendere posizione con il rigore di un’indagine storica e giuridica impeccabile. 


  1. Ricostruire la verità, con Cowspiracy di Kip Andersen e Keegan Kuhn (2014)

Il documentario è nato quando uno dei due registi, Kip, ha scoperto che nemmeno le grandi ong ambientaliste dicono tutta la verità, nascondendo l’enorme costo ambientale del sistema di allevamento intensivo e produzione della carne. Questo documentario è un vero caso, che ha spalancato gli occhi di milioni di spettatori sul marcio più nascosto del nostro sistema economico. 


  1. Cambiare punto di vista, con My octopus teacher di Pippa Ehrlich and James Reed (2020)

Vincitore del Premio Oscar per il miglior documentario, questo capolavoro di tecnica cinematografica e poesia è capace di trasportarci in un punto di vista completamente estraneo, abbattendo la distanza emotiva, cognitiva ed esperienziale che ci separa da un animale incredibile come il polpo, dandoci una nuova prospettiva su cosa vuol dire coabitare questo pianeta. Un nuovo concetto di documentario naturalistico. 


  1. Ricercare la complessità, con Wild Wild Country di Maclain Way e Chapman Way (2018)

Distinguere tra bene e male non è sempre facile, e spesso il confine tra i due è molto più sfumato di quanto non sembri, e un buon documentario deve saper indagare questo confine. La storia di Osho, padre di una comunità spirituale che sulla strada per la salvezza commise molti crimini. E degli aforismi più amati del web.


  1. Buttarsi all’avventura, con Dark tourist di David Farrier (2018)

Perché sviluppiamo il gusto morboso per ciò che è macabro, oscuro e ci ricorda la morte? Questa la domanda di fondo di questa docu-serie su quel particolare turismo che va a caccia di luoghi, usanze e riti al limite dell’orrore. Un viaggio negli abissi interiori che David Farrier fa in prima persona viaggiando per il mondo e testando i propri limiti. 


  1. Raccontare una vita, con What happened, Miss Simone? di Liz Garbus (2015)

Di documentari sulla vita di artisti e personaggi famosi è pieno, su Netflix. Ti proponiamo questo sulla vita e la carriera di Nina Simone perché, beh, è su Nina Simone. Ma anche perché in modo magistrale riesce a restituire l’intreccio complesso, miracoloso e doloroso tra arte, politica, vita. Perché ogni storia è chiave di accesso alla Storia: ed è una delle cose più difficili che un documentario possa mostrare.



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