
Leader religiosi cristiani consapevoli sul cambiamento climatico
Ma nascosti nel silenzio della fede.

L'articolo è stato realizzato da Carmen Storino all'interno del corso Scrivere di scienza: realizzare un prodotto di divulgazione scientifica, sotto la supervisione di Simone Angioni e dei docenti della SISSA di Trieste.
Uno studio dell'Arizona State University e del Boston College pubblicato lo scorso 25 marzo, ha indagato le convinzioni climatiche dei leader religiosi e il modo in cui affrontano la questione ambientale all’interno delle proprie congregazioni. I dati raccolti tra il 2023 e il 2024 hanno rivelato che, su un campione rappresentativo composto da 1600 leader religiosi statunitensi, il 90% crede che l’essere umano sia responsabile del cambiamento climatico. Tuttavia, quasi la metà non ne ha mai parlato alle proprie congregazioni e solo un quarto lo ha fatto almeno una volta. Ma facciamo un passo indietro per capire meglio.
L’azione climatica in bilico tra ideologie e percezioni
Sorprendentemente, la decisione di tacere o meno sulla questione ambientale non dipende solo dalle ideologie personali, ma anche dalla percezione che i capi religiosi hanno delle proprie congregazioni: chi avverte scetticismo tra i fedeli, si sente più in dovere di parlare di cambiamenti climatici, probabilmente per colmare il divario che li separa. I leader con una posizione più conservatrice, invece, tendono a evitare l’argomento per non suscitare reazioni negative.
Fraintendimenti climatici
Quando il team di ricerca ha chiesto a un campione rappresentativo delle principali confessioni statunitensi cosa pensassero dei loro leader religiosi, la risposta è stata chiara: gran parte della comunità cristiana è convinta che circa la metà di loro neghi il cambiamento climatico causato dall’essere umano.
Di riflesso, i fedeli si mostrano disinteressati a discutere della questione ambientale con altri membri della congregazione e a intraprendere azioni sostenibili concrete.
Del resto le persone costruiscono parte della propria identità sociale in funzione dei gruppi a cui appartengono, adottando comportamenti in linea con i valori condivisi, sia per coerenza etica e morale sia per mantenere un’immagine sociale positiva all’interno del contesto di riferimento.
Un sondaggio del 2020 conferma che il timore della disapprovazione, può spingere chi ha delle preoccupazioni per i cambiamenti climatici a metterle da parte, alimentando il silenzio attorno alla questione.
Questa dinamica è particolarmente evidente negli Stati Uniti, dove il 54% dei repubblicani è favorevole all’adozione di politiche volte a ridurre gli effetti del cambiamento climatico ma continua a sostenere Donald Trump che, già durante il suo primo mandato alla Casa Bianca, abolì ogni riferimento alla crisi climatica dai siti governativi, tagliò i fondi alla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e ordinò licenziamenti di massa nella comunità scientifica.
A questo aspetto, bisogna poi aggiungere che una parte della comunità cristiana ritiene che il cambiamento climatico sia in contrasto con la propria fede, poiché fermamente convinta che la Terra sia una creazione di Dio e nulla possa fare l’essere umano per modificarla. In linea con questa visione, l’interpretazione letterale delle Scritture è stata più volte sfruttata da figure religiose per predicare il negazionismo climatico.
Nel 2007, durante il sermone della domenica, Jerry Falwell, pastore protestante conservatore, dichiarò che il riscaldamento globale è «uno strumento di Satana per distrarre le chiese dalla predicazione del Vangelo.» Sulla stessa lunghezza d’onda, anche John Hagee, pastore della Cornerstone Church in Texas, che definì il Protocollo di Kyoto una «cospirazione per manipolare l'economia americana.»
A sostegno di tali posizioni, sono nate diverse organizzazioni religiose negazioniste. Prima fra tutte, l’American Family Association (AFA), attiva dal 1977 e pioniera nel sostenere che la crisi climatica sia oggetto di politicizzazione nelle chiese, nonché una mera questione ideologica volta a distrarre i fedeli dai veri valori morali.
Lo scorso 7 aprile, sul sito ufficiale dell’AFA, è stata pubblicata un'intervista a Calvin Beisner, fondatore della Cornwall Alliance, un’altra organizzazione cristiana che, dal 2006, nega la responsabilità umana del riscaldamento globale, opponendosi alle politiche climatiche perché considerate dannose per i più poveri. In questa occasione, Beisner non ha esitato a manipolare i dati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) per definire le preoccupazioni per il riscaldamento globale del tutto esagerate e ribadire la superiorità delle fonti fossili.
La rivelazione
A chiarire questo cambio di atteggiamento è un sondaggio del Pew Research Center del 2019, secondo cui due persone americane su tre ritengono che i leader religiosi siano guide eticamente affidabili, meritevoli di fiducia anche per questioni non prettamente religiose.
Lo ha dimostrato Papa Francesco che, nella sua Enciclica Laudato si’, dedicata alla “casa comune”, definì il cambiamento climatico la sfida più urgente del nostro tempo causata dall’essere umano e dalla sua insaziabile fame di risorse.
Mettendo in dialogo teologia e scienza, Bergoglio descrisse il modo in cui la cultura dello scarto disgrega interi ecosistemi, alimenta la perdita di biodiversità e mette a repentaglio la salute di intere popolazioni, in particolare di quelle più povere che meno contribuiscono alla crisi climatica ma che più di chiunque altro vedono minacciato il proprio diritto a vivere una vita dignitosa.
Senza mezzi termini, il pontefice denunciò l’inazione politica dei potenti della Terra, nonché il fallimento dei vertici mondiali sull’ambiente, in cui gli interessi privati prevalgono sul benessere comune.
Per rafforzare il messaggio del Laudato si’, la Basilica di San Pietro si trasformò in una tela illuminata da immagini evocative e potenti che, mobilitando la sensibilità di migliaia di fedeli, diedero vita allo spettacolo visivo Fiat Lux: illuminare la nostra casa comune.
Quell’appello globale a una conversione ecologica di Papa Francesco non fu casuale, ma avvenne a pochi mesi di distanza dalla COP21, durante la quale si stipulò l’Accordo di Parigi volto a contrastare i cambiamenti climatici e a contenere il riscaldamento globale sotto i 2 °C rispetto ai livelli preindustriali.
Lo studio condotto dallo Yale Program on Climate Change Communication e dal Center for Climate Change Communication della George Mason University, ha rilevato che, dopo la pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’ e la visita del Papa negli Stati Uniti, il 17% della popolazione americana e il 35% delle persone appartenenti alla comunità cattolica statunitense hanno iniziato a preoccuparsi del cambiamento climatico e delle sue conseguenze sia a livello locale che nel resto del mondo. Oggi, dopo la morte di Papa Francesco, c'è da chiedersi se Papa Leone XIV seguirà le sue orme.
Un’alleanza coraggiosa
È difficile immaginare che la religione da sola possa determinare un cambio di paradigma radicale. Sebbene i valori cristiani promuovano un uso sostenibile delle risorse e un sistema economico basato su una più equa distribuzione della ricchezza, anche le migliori intenzioni possono vacillare se soggette a pressioni politiche, economiche e socioculturali. Allo stesso modo, la Scienza, seppur autorevole e rigorosa, rischia di rimanere inascoltata, perché i dati e le proiezioni climatiche che fornisce tendono a essere percepite dall’opinione pubblica come astratte e troppo lontane nel tempo e nello spazio, non riuscendo a innescare un senso di urgenza.
Raccontare la crisi climatica solo in termini fisici e numerici fatica a creare un coinvolgimento emotivo, soprattutto in un’epoca in cui i cambiamenti climatici sembrano essere, per alcuni, solo la punta di un iceberg già colpito da guerre, terrorismo, crisi democratiche e nuove malattie. Il tutto è aggravato dalla manipolazione delle informazioni da parte di politici, come Donald Trump, che minano la credibilità della comunità scientifica.
Per generare un cambiamento profondo, serve un’alleanza coraggiosa tra religione e Scienza. Due voci distanti e portatrici di visioni del mondo divergenti che, se unite, possono diventare complementari, per esempio attraverso la creazione di tavoli permanenti di confronto tra comunità scientifica e teologica, in cui unire l’evidenza empirica alla potenza del linguaggio simbolico.
In questo modo, con il supporto della Scienza, la religione può tradurre l’oggettività dei dati in una narrazione della crisi climatica capace di toccare corde emotive profonde, poiché i disastrosi effetti che produce sollevano questioni rilevanti in termini di giustizia sociale e protezione del creato.
In altre parole, la religione può appropriarsi della strategia di attacco utilizzata dai negazionisti climatici, l’emotività, per invitare i fedeli ad abbandonare ogni tipo di scetticismo e agire contro il cambiamento climatico.
Papa Francesco lo aveva capito. Il suo linguaggio evocativo e diretto era riuscito a coinvolgere emotivamente i fedeli di tutto il mondo, trasmettendo l’urgenza dei dati sul clima. Francesco ha dimostrato che per abbandonare ciò che viene ritenuto normale — come le fonti fossili, la disuguaglianza e la distruzione ambientale — è necessario un di più emotivo che i dati da soli non riescono a generare.
Nel frattempo, però, affinché questa cooperazione si rafforzi, è essenziale che i leader religiosi che credono al cambiamento climatico smettano di nascondersi nel silenzio della fede.
Fonti
Blair, G., Littman, R., Nugent, E. R., Kim, J., et al. (2021), Trusted authorities can change minds and shift norms during conflict, Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 118(42). https://doi.org/10.1073/pnas.2105570118
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Hitzhusen, G. E., & Tucker, M. E. (2013), The potential of religion for Earth Stewardship. Frontiers in Ecology and the Environment, 11(7), 368–376. https://doi.org/10.1890/120322
Pew Research Center (2019), Americans have positive views about religion’s role in society, but want it out of politics: Most say religion is losing influence in American life, https://www.pewresearch.org/religion
Pew Research Center (2024), How Republicans view climate change and energy issues, https://www.pewresearch.org
Syropoulos, S., & Sparkman, G. (2025), Most Christian American religious leaders silently believe in climate change, and informing their congregation can help open dialogue, Proceedings of the National Academy of Sciences, 122(13), e2419705122. https://doi.org/10.1073/pnas.2419705122
Worley, D. R. (2021), Tajfel and Turner Intergroup Conflict Theories 1997,
Johns Hopkins University. https://doi.org/10.13140/RG.2.2.30820.60809