Come iniziare un discorso al meglio

Come iniziare un discorso: cosa fare e cosa non fare

Saper comunicare è una dote molto utile, ma non comune: prima di tutto, è importante usare le parole nel modo giusto. Ecco come.

13/01/2022 , tempo di lettura 3 minuti

“La parola è un gran dominatore, che con piccolissimo corpo divinissime cose sa compiere”. Questa è la definizione che nel V secolo a.C. il retore greco Gorgia dette del logos, il discorso. Per lui le parole possono provocare gioia, ferire, impaurire, calmare, persuadere. Non sono mai solo parole


Per questo bisogna imparare a sceglierle con cura e disporle in modo efficace ai fini del messaggio che si vuole comunicare. E, soprattutto, è un'arte che si può imparare: con il corso Parlare in pubblico: scrivere e preparare un discorso, anche nella sua forma laboratoriale



La retorica

Nell’antichità, chiunque avesse voluto ricoprire un ruolo prestigioso nel suo paese avrebbe dovuto dedicarsi agli studi di retorica e oratoria: la prima è l’arte del dire e persuadere gli altri, l’altra l’abilità di parlare a un pubblico. 

Con il tempo, la retorica è iniziata a decadere ed è diventata sinonimo di discorso “artificioso”, “finto”, “di cui difficilmente ci si può fidare”. 


Solo in epoca recente, specie dopo la rivoluzione digitale, c’è stata una sua rivalutazione: saper parlare agli altri è considerata nuovamente una dote, che può apportare notevoli vantaggi sociali o lavorativi

Per esempio, l’influencer sfrutta la propria popolarità in rete per orientare l’opinione di un gruppo di utenti verso una scelta o un comportamento. 



Per chi è importante saper parlare?

Non solo gli influencer, anche i dirigenti aziendali, gli insegnanti, gli accademici, i giornalisti, i conduttori televisivi hanno necessità di comunicare dei messaggi a un vasto pubblico


Potremmo dire che chiunque voglia diventare un leader nel suo settore troverebbe enormi benefici nel frequentare un corso di retorica, in cui esperti del settore trasmetteranno agli alunni tutti i trucchi su come fare un buon discorso, su come essere empatici e allo stesso tempo non farsi travolgere dalla tensione mentre si parla di fronte a una platea. 


I più curiosi potrebbero integrare il corso con il laboratorio pratico in public speaking, dove avranno occasione di esercitare le tecniche precedentemente imparate. 



Come costruire un buon discorso? 

Parlare a vaste platee è un’arte e come tale chiunque può impararla. Per fare un discorso di successo è necessario rispettare poche semplici regole.


  • In primis bisogna fissare l’obiettivo: solo avendo chiara la meta sarà più facile costruire un percorso per arrivarci.
  • È molto utile imbastire il discorso secondo una scaletta: con una premessa, l’esposizione della tesi, la sua argomentazione e infine una conclusione in cui inserire i vantaggi che si potrebbero avere adottando quella scelta o quel comportamento. 
  • Ricordarsi che il discorso verrà recitato, quindi meglio optare per un linguaggio semplice e fluido, evitando inutili tecnicismi che potrebbero non essere compresi dall’ascoltatore e allontanarlo dal racconto. 
  • Bisogna diventare padroni delle emozioni: avranno successo gli oratori empatici, che allo stesso tempo siano capaci di non farsi travolgere dalla tensione
  • È bene tenere a mente che non si comunica solo con il linguaggio verbale ma anche con il corpo: il discorso quindi potrebbe essere rafforzato o smentito dal tono di voce e dalla gestualità. 
  • Infine è importante ricordarsi di coinvolgere continuamente il pubblico, invitandolo a fare domande, chiedendo la sua opinione, facendo battute e creando dei momenti interrativi. Attuare le giuste connessioni garantirà il successo della presentazione. 



Gli errori da non fare

Così come ci sono regole da seguire per fare un buon discorso, ce ne sono anche alcune per evitare gravi errori. 

  • Non conoscere il pubblico a cui si parla e i suoi bisogni. 
  • Non aver studiato l’argomento scelto nel suo complesso, dando peso anche alle opinioni in contrasto con la tesi sostenuta: si può confutare solo ciò che si conosce. 
  • Non scrivere il proprio discorso. Gli antichi dicevano verba volant, scripta manent, “le parole dette volano, quelle scritte rimangono”: trascrivere il discorso aiuta a fissare le parole chiave e i punti da toccare, così che sia coerente e affascinante.
  • Imparare a memoria il discorso che si è scritto: se l’oratore fosse concentrato sulle esatte parole da usare, probabilmente, si perderebbe tutto il resto, dando ragione a chi pensa ancora che retorico sia sinonimo di finto. 
  • Non provare il discorso davanti a qualcuno. Farlo sentire a un familiare o a un amico e osservare la sua reazione aiuterà a testare la sua efficacia, permettendo all’oratore di aggiustare il tiro se il discorso non dovesse funzionare in tutte le sue parti. 
  • Non cronometrarsi mentre lo si prova, non conoscendo quindi la sua effettiva durata. La soglia d’attenzione umana è limitata: va quindi sempre continuamente stimolata con battute, esempi concreti e tante emozioni, ma senza abusare del tempo a disposizione.

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