Come si diventa divulgatore scientifico

Come si diventa divulgatore scientifico

Regole e metodi per diventare divulgatore scientifico

03/08/2022 , tempo di lettura 5 minuti

Per occuparsi di divulgazione scientifica sono necessarie alcune competenze specifiche che appartengono sia al campo della comunicazione che a quello del giornalismo. Per farlo sono necessari degli approcci specifici e una precisa metodologia che va dalla raccolta dei dati, delle fonti e delle parole che si scelgono per comunicare.

Tra giornalismo e divulgazione scientifica

Come accennato in precedenza approcciarsi alla divulgazione scientifica non è dissimile a quanto avviene per la comunicazione giornalistica. Il primo passo per realizzare un buon prodotto è quello di verificare la notiziabilità dell’argomento di cui si decide di parlare. Scegliere gli argomenti giusti farà si che i nostri longform (articoli lunghi e di approfondimento) riescano ad attirare l’attenzione dei lettori, per questo è importante trattare sempre argomenti recenti e di cui si sta parlando. Giornalismo tradizionale e scientifico si assomigliano per molti aspetti, ma differiscono in quanto il primo ha una funzione informativa e di approfondimento e raramente racconta fatti di cronaca o avvenimenti (se non utilizzandoli a fini argomentativi). È importante avere bene a mente questa differenza per non trasformare il proprio prodotto in un racconto di cronaca.

La ricerca delle fonti e le fake news

Il tassello più importante per diventare divulgatore scientifico è capire come reperire le fonti. È fondamentale, in prima battuta, essere in grado di selezionare le informazioni giuste accertandoci della loro attendibilità. L’enorme mole di dati che giornalmente popola la rete, rende complesso questo lavoro ed è molto facile imbattersi in una fake news: una notizia va verificata e deve essere sostenuta da prove bibliografiche e/o accademiche.

L’importanza di ciò si è manifestata durante la pandemia di Covid-19. Il gran numero di notizie false sulla prevenzione e sui sintomi del coronavirus ha portato, a volte, a situazioni di panico generali (come gli assalti ai supermercati per accaparrarsi generi alimentari e beni di prima necessità). Questo tipo di “isteria di massa” si verifica quando le notizie che vengono reperite online (oggigiorno alla portata di tutti) non vengono verificate.

Dalle fonti allo storytelling

L’origine delle informazioni utilizzate per la divulgazione scientifica è molteplice. Possono essere reperite grazie ad articoli accademici e libri di testo, fino alle interviste con esperti del settore. Ma cosa fare delle notizie dopo averle raccolte? Questo è un nodo fondamentale della comunicazione scientifica. I dati acquisiti devono essere riscritti in modo tale che tutti riescano a comprendere il contenuto del nostro articolo e proprio per questa ragione è importante riuscire a capire innanzitutto il proprio target (se esperti, neofiti o lettori casuali) e successivamente adattare il proprio stile comunicativo al gruppo scelto. Un discorso a parte merita il lavoro su commissione che prevede target già stabiliti.

Requisiti per diventare divulgatori

Vista la forte somiglianza con il giornalismo, i requisiti per diventare divulgatori scientifici sono quelli richiesti a ogni giornalista. A differenza di questi, però, sono necessarie anche delle competenze specifiche nel settore, in particolar modo per quanto riguarda le metodologie di pubblicazione del proprio lavoro. I meccanismi che portano un articolo scientifico alla pubblicazione sono differenti e richiedono un approccio diverso rispetto a quelli del giornalismo classico.

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