Lego e Playmobil: 2 metodi per stimolare la creatività dei professionisti attraverso il gioco

Lego e Playmobil: 2 metodi per stimolare la creatività dei professionisti attraverso il gioco

I mattoncini di Lego e le action figure di Playmobil entrano negli uffici di tutto il mondo per sviluppare la creatività di professionisti e dirigenti grazie a mattoncini e action figure

20/03/2021 , tempo di lettura 3 MINUTI

Stimolare la creatività dei dipendenti e ampliare i loro orizzonti attraverso il gioco, i ricordi dell’infanzia e il sorriso. Non si tratta di nuove, strampalate, tecniche new age, ma di servizi di consulenza innovativi che utilizzano i giocattoli a cui eravamo più legati da bambini per migliorare la vita e la produttività di professionisti e dirigenti d’azienda. Il più famoso è Lego Serious Play, basato sugli omonimi mattoncini, ma in arrivo c’è un altro sistema sviluppato nientemeno che da Playmobil che utilizza le celeberrime action figure per sviluppare la prototipazione, la gestione dei progetti e il lavoro creativo. 

Adulti più creativi con i Lego 

I mattoncini colorati cari ai bambini da generazioni entrano in azienda dalla porta principale con Lego Serious Play, un progetto nato negli anni novanta da un idea di due docenti della business school svizzera IMD, Johan Ross e Bart Victor. I due accademici presentarono la loro idea al proprietario della Lego, Kjeld Kirk Kristiansen, che ben presto decise di finanziarli, portando all’interno della sua società un progetto che venne successivamente sviluppato da Robert Rasmussen, all’epoca a capo della divisione Educational di Lego. Nel 2010, Lego ha rilasciato il metodo con licenza Creative Commons. 

Oggi Lego Serious Play è un servizio di consulenza basato su workshop condotti da facilitatori certificati che mira a sviluppare la creatività e la comunicazione, facilitare il pensiero e le capacità di problem solving sia a livello individuale che all’interno dei diversi team aziendali. ''Con i bambini prima devi insegnare e poi lasciare che siano loro a risolvere il problema. Abbiamo applicato ai grandi la stessa regola, e abbiamo integrato diverse teorie come quella di Csikszentmihalyi chiamata flow, quella del costruttivismo di Piaget, e quella del costruzionismo di Harel e Papert. I workshop di Lego Serious Play mettono il giocatore a proprio agio e incrementano piano piano la difficoltà della sfida.'', ha spiegato Rasmussen in un’intervista rilasciata  a Repubblica

Le action figure di Playmobil 

Il mese prossimo negli Usa debutterà Playmobil Pro, "un sistema di modellazione innovativo per professionisti", come lo ha definito la stessa azienda. In un articolo pubblicato sul Washington Post il giornalista Jason Wilson racconta l’idea che sta alla base del progetto: portare le action figure di Playmobil, ma in versione total white, negli uffici, spingendo i dipendenti a giocare per stimolare la creatività, trovare nuove soluzioni di business, ampliare la capacità di visualizzare il pensiero e facilitare l’avvio di brainstorming. 

Secondo la brochure, gli stessi giocattoli che amavamo da bambini ora "possono essere utilizzati anche dagli adulti in un contesto professionale per migliorare la prototipazione, la gestione dei progetti, i laboratori creativi e molto, molto altro ancora", spiega Wilson. Nel caso in cui qualcuno nutra dei dubbi sulle potenzialità del servizio, occorre tenere in considerazione che il progetto è stato sviluppato in collaborazione con società e organizzazioni del calibro di Deutsche Bank, Adidas, Daimler’s Joint Think Tank e Barcelona School of Management. 

Come funziona? Ai lavoratori viene fornito un kit, composto da action figure bianche e penne cancellabili che consentono di personalizzare le figure, disegnare e colorare. Un procedimento che, stimolando l’insorgere di emozioni, aiuta i soggetti ad aprire la mente e a trovare soluzioni innovative. 

A differenza di Lego, Playmobil non ha sviluppato una metodologia precisa su come utilizzare Playmobil Pro in un contesto aziendale. "Non vogliamo dire: ‘Questo è Playmobil Pro ed è così che lo usi’. Siamo aperti a vedere come sarà sviluppato", spiega un manager dell’azienda al Washington Post. "Le persone verranno da noi per darci suggerimenti e dirci di cosa hanno bisogno".