Pierre Simon Laplace e il calcolo delle probabilità

Pierre Simon Laplace e il calcolo delle probabilità

Ripercorriamo la vita di Pierre Simon Laplace e i suoi contributi scientifici e matematici

23/07/2021 , tempo di lettura 3
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Tra i principali scienziati e matematici del periodo napoleonico, c’è sicuramente Pierre Simon Laplace. Scopriamo di più sulla sua vita. 

 Pierre Simon Laplace fu uno dei più brillanti matematici del periodo di Napoleone, conosciuto soprattutto per il suo contributo in vari campi, come la matematica, l’astronomia e la teoria delle probabilità

Ripercorriamo la sua vita e i suoi studi. 

Pierre Simon Laplace: biografia di una mente illuminata

Pierre Simon Laplace nacque a Beaumont-en-Auge il 23 marzo del 1749 da una famiglia di benestanti proprietari terrieri. 

I primi insegnamenti scolastici li ebbe da suo zio, che gli trasmise l’attitudine per la matematica. Dopo aver tentato di prendere i voti, decise di dare risalto al suo talento scientifico, trasferendosi a Parigi, capitale dell’Illuminismo

Dal 1771 al 1787 si concentrò sull’astrologia e sulla meccanica celeste. Pubblicò anche diversi volumi sul calcolo dei moti dei pianeti, utili per determinare e risolvere i problemi legati alle maree. 

Pierre Simon Laplace non vedeva la matematica come una disciplina dal particolare valore: per lui era uno strumento utile per la ricerca scientifica e per risolvere problemi pratici. Laplace non ha mai curato l’eleganza o la simmetria dei suoi procedimenti, dando più importanza alla risoluzione del problema che stava affrontando. 

Per quanto riguarda la politica, Pierre Simon Laplace cambiò spesso orientamento: quando salì al potere Napoleone, abbandonò i repubblicani, implorando il primo console di designarlo come ministro degli interni. Laplace ottenne la carica, dato anche il grande interesse per la scienza di Napoleone, ma in poco meno di sei settimane, la sua carriera politica terminò. 

Fu spesso definito presuntuoso, egoista e arrogante, anche dai suoi stessi ammiratori. Ma, d’altra parte, riuscì comunque a distinguersi per le sue idee chiare in ambiti come la religione, la filosofia e la scienza. 

Morì a Parigi il 5 marzo del 1827, all’età di 78 anni. 

Pierre Simon Laplace: i grandi contributi all’astronomia e alla matematica

Laplace fu una straordinaria mente dell’Illuminismo e diede un valido contributo anche alla meccanica celeste. Grazie alle concezioni lagrangiane, spiegò il moto dei corpi, verificando la stabilità dinamica del sistema solare, sotto l’ipotesi che esso consista in un insieme di corpi rigidi, che si muovono nel vuoto.  

Inoltre formulò autonomamente l’ipotesi della nebulosa, già ipotizzata da Kant nel 1755 e fu uno dei primi scienziati a postulare l’esistenza dei buchi neri e la nozione del collasso gravitazionale. 

L’ipotesi della nebulosa afferma che il sistema solare si sarebbe sviluppato da una massa globulare di gas incandescente, che ruotava attorno ad un asse, passante per il centro della sua massa. 

Laplace contribuì anche alla teoria dell’attrazione capillare, in campo fisico, accettando la proposta di Hauksbee, secondo il quale il fenomeno era dovuto ad una forza di attrazione che era impercettibile a ragionevoli distanze. 

Ma il più grande contributo di Laplace è sicuramente al mondo della matematica, avendo contribuito alla teoria della probabilità. 

Pierre Simon Laplace formalizzò il procedimento matematico del ragionamento per induzione, basato sulla probabilità. 

Nel 1774 ricavò il teorema di Bates, senza essere a conoscenza del suo lavoro (che era stato pubblicato nel 1763). Uno dei risultati più evidenti, dovuti al suo lavoro, è sicuramente la regola di successione, sviluppando il concetto di probabilità relativa agli esiti, derivando la formula per la probabilità che l’esito successivo sia un successo. 

Nei suoi scritti, troviamo anche l’esposizione del metodo dei minimi quadrati, una testimonianza della padronanza di Laplace nel campo dei procedimenti dell’analisi, inserito nell’opera Théorie analytique des probabilités

Nel quarto capitolo dell’opera troviamo una dimostrazione formale del metodo dei minimi quadrati, su cui si basa la teoria degli errori

Sempre nel campo matematico, gli sono stati attribuiti anche studi importanti per la teoria generale dei determinanti.