Dal lifelong learning al long life learning

Dal lifelong learning al long life learning

Le vite professionali cambiano e diventano più lunghe: la formazione deve cambiare con loro e accompagnare tutto il percorso di vita di ogni lavoratore.

06/01/2021 , tempo di lettura 3 MINUTI

I tempi cambiano. Le nostre vite professionali si fanno sempre meno lineari e quindi perché non pensare a una formazione espressamente pensata per chi di noi è nella seconda metà della propria esistenza? 

Diverse università degli Stati Uniti, come l’Università di Washington, quella della California e Harvard hanno creato dei percorsi ad hoc, conosciuti come “the 60-year curriculum”: si tratta, come spiega Rovy Branon, vicerettore del Continuum College presso l’Università di Washington di “un approccio moderno all'apprendimento che accompagna le persone attraverso la loro vita lavorativa. Non esiste un percorso prestabilito - afferma -. Il viaggio educativo è unico per ogni studente". 

Long life learning

Il modello, chiamato anche “long life learning” si concentra sul dare supporto allo sviluppo delle abilità umane, sul ricercare e rafforzare le motivazioni intrinseche, sull’uso di un approccio più olistico che contempla lo sviluppo della persona nella sua interezza e che vuole creare un modello di apprendimento partecipato, in cui docenti e studenti diventano un network di supporto e riferimento durante il processo di apprendimento.

Secondo Branon, per creare questo tipo di percorsi i college devono cambiare il loro approccio fornendo formazione sulle competenze di cui le persone hanno bisogno durante la carriera, creando percorsi digitali, aiutando lavoratori e imprese a conoscere queste opportunità di formazione e dando anche agli studenti più adulti la possibilità di ottenere finanziamenti per sostenere il costo dei corsi. Non solo: servirebbero anche dei tutor addestrati a capire in quel fase della vita professionale si trovano i nuovi studenti per aiutarli a scegliere i percorsi che possono essere più utili per loro. 


Investire nella propria formazione

Oltre al fatto che continuare ad allenare il cervello attraverso l'apprendimento è anche un’attività che aiuta a contrastare il decadimento cognitivo legato all’età o all’insorgere di malattie, un fattore che potrebbe favorire la diffusione del long life learning è contenuto in un report del McKinsey Global Institute, secondo cui  l’80% dell’attuale forza lavoro non dispone delle competenze che saranno necessarie nei prossimi 5-10 anni. 

Per questo, è probabile che sempre più i percorsi lavorativi saranno “a gobba di cammello”, secondo la definizione usata da Yvonne Sonsino, autrice del libro "The New Rules of Living Longer”, per cui diverrà comune prendersi dei periodi di pausa per investire nella propria formazione.

L’impatto della pandemia

Durante i lunghi mesi di isolamento vissuti nel 2020, la formazione online ha riscosso molto successo tra i “boomers”: secondo un sondaggio realizzato in collaborazione con la Stanford Graduate School of Education nell’ambito del progetto Longevity/Morning Consult, il 90% di loro ha detto di aver trovato utili i corsi frequentati durante la pandemia.

Inoltre, dato il grave impatto sull’occupazione dovuto all’emergenza sanitaria, molti di coloro che hanno perso il lavoro potrebbero beneficiare di questo momento per aggiornarsi e poter riprendere il percorso lavorativo con nuove competenze a disposizione.