Cultural crowdfunding: piattaforme e strategie

Strumenti e strategie per il fundraising culturale

Il settore culturale si prepara a vivere un’era rivoluzionaria. L’introduzione del fundraising permette di garantire la sostenibilità dei progetti. Ecco come.

23/12/2021 , tempo di lettura 2

La cultura di un paese è la sua linfa vitale: senza di essa non si può crescere e non ci si può migliorare. Eppure, quello culturale continua a essere un settore “bistrattato”, purtroppo a volte anche dalle stesse istituzioni. Certo, chi opera nell’ambiente può contare sui finanziamenti pubblici, ma è giusto far dipendere il futuro della cultura solo dallo Stato? E soprattutto, quel denaro basta per salvaguardare i beni e le bellezze italiane? La pandemia di Covid-19 ha messo in luce tutte le crepe del sistema, ma anche aperto la strada a nuove soluzioni. Molte realtà culturali hanno finalmente iniziato a prendere in considerazione il fundraising, cioè le campagne di raccolta fondi, come una forma d’integrazione necessaria ai contribuiti pubblici. Negli Stati Uniti, dove il Governo è meno impegnato nelle politiche di welfare, questa pratica è più che consolidata, in Italia invece inizia a prendere piede solo adesso. 


Donazioni e fundraising

La strada delle donazioni alla cultura in Italia è stata aperta con l’introduzione e la stabilizzazione dell’Art Bonus, cioè il credito d'imposta per le erogazioni in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo. Dall’epoca chiunque lo desideri può diventare un piccolo mecenate e ottenere un vantaggio fiscale. Con il crollo del settore culturale dovuto alla pandemia, però, trovare dei donatori è diventata una necessità ancora più impellente e le campagne di raccolta fondi si sono dimostrate un buon mezzo per rispondere alla crisi. Adesso che si sta uscendo dalla situazione emergenziale, le associazioni e le aziende culturali hanno iniziato a pensare al fundraising in modo strategico, inserendolo nel proprio piano marketing. 


Strategie di fundraising

Se ai contributi privati adesso è riconosciuta la stessa importanza di quelli pubblici, bisogna trovare il modo di standardizzare il sistema e per farlo bisogna avere appunto una strategia. Come si può fare per trovare dei donatori e soprattutto per fidelizzarli? 

  • Che si tratti di un’organizzazione no-profit o di un’azienda bisognerebbe essere “trasparenti”: si dovrebbe sempre avere chiari i propri obiettivi e comunicarli ai possibili futuri finanziatori. Solo così si potranno fornire loro dei vantaggi convenienti e organizzare al meglio le campagne. 

  • Una volta trovati i donatori, se l’intento è quello di mantenerli, sarebbe molto utile conoscerli, capire quali sono le ragioni che li spingono a finanziare un certo progetto culturale piuttosto che un altro. Ci sono persone puramente altruiste, che lo fanno per amore dell’arte, altre che sperano di avere anche un tornaconto personale. Queste caratteristiche potrebbero fare la differenza. 

  • Solo una volta raccolto un certo numero di dati è possibile progettare un piano di comunicazione e varie campagne. 

Per non commettere errori, sarebbe buona norma quella di affidarsi a un fundraiser, qualcuno che maneggi bene lo strumento delle raccolte fondi, abbia forti doti comunicative e creative e conosca il settore artistico. FEdu ha pensato al corso “Fundraising per la cultura”, gestito dai professionisti dell’impresa sociale Itinerari paralleli. Il percorso è pensato per i fundraiser di domani, affinché possano approcciarsi al lavoro già con un bagaglio culturale ed esperienziale di tutto rispetto. 


Raccolte fondi per grandi donatori e per tutti

A seconda delle esigenze, il fundraising offre soluzioni per tutte le tasche. Vien da sé che l’organizzazione di raccolte fondi in presenza è certamente più costosa, e più adatta a un numero limitato di donatori. Pensiamo per esempio a eventi di gala, a cui partecipano solamente i grandi filantropi della cultura. I mezzi digitali (email marketing, blog e siti, piattaforme di crowdfunding), al contrario, sono più economici e più democratici, perché si rivolgono a tutti: chiunque può fare una donazione, anche piccola. 


Crowdfunding, le piattaforme pensate per la cultura

Le piattaforme di crowdfunding permettono non solo di fare fundraising dal basso, ma anche di creare una community di grandi dimensioni che potrà finanziare molti progetti. Esistono tantissime piattaforme pensate per le raccolte fondi digitali, alcune fatte proprio su misura per finanziare i progetti culturali. Ce ne sono diverse anche made in Italy, molto specializzate: ad esempio CrowdArts è progettata per finanziare opere performative, Bookabook per chi ama leggere e sogna di pubblicare un libro, mentre Beart ha un occhio di riguardo per l’arte contemporanea, Innamorati della cultura invece è specializzata nell’arte e nella classicità. Infine c’è BeCrowdy pensata per dar vita a nuovi progetti, enti e aziende culturali.

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